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L'inchiesta / Licata

"Sparò al figlio che voleva soldi per la droga": esami balistici al Ris di Messina sulla calibro 38 special

Fissati gli irripetibili accertamenti sulla pistola, con matricola abrasa, che era stata sequestrata dai carabinieri all'inizio dello scorso novembre

Prenderanno il via nella mattinata di venerdì 3 maggio, nella sede dei Ris di Messina, gli irripetibili accertamenti tecnici di balistica sulla pistola a tamburo calibro 38 special con matricola abrasa sequestrata dai carabinieri all'inizio dello scorso novembre. Dovrebbe trattarsi dell'arma con cui un licatese sessantasettenne ha ferito il figlio di 39 anni. L'uomo venne arrestato proprio lo scorso novembre poche ore dopo che il giovane era finito al pronto soccorso dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso con una ferita di striscio alla testa.  

Arriva al pronto soccorso con una ferita alla testa: è stato colpito di striscio da un proiettile  

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I carabinieri, il giorno dell'arresto, ritrovarono, nascosta sopra l'armadio della camera da letto, la pistola a tamburo calibro 38 special con matricola abrasa. Arma che venne posta sotto sequestro e che, adesso, dovrà appunto essere sottoposta ad irripetibili esami balistici. 

A fine novembre, sempre i carabinieri fermarono anche il 39enne che - stando all'accusa - in più occasioni avrebbe rapinato ed estorto denaro ai genitori per comprare droga. Il fermo di indiziato di delitto venne emesso nell'ambito dell'inchiesta sul tentato omicidio di cui era stato vittima.

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A fine febbraio scorso, il 39enne licatese - su istanza dell'avvocato Gaspare Lombardo - è stato scarcerato e collocato in una comunità di Mazara del Vallo. 

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