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Giovedì, 30 Maggio 2024
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Maxi giro di cocaina in mezza provincia: chiusa l'inchiesta "Piramide" con 28 indagati

La procura si avvia a mandare a processo il gruppo di presunti pusher che avrebbe smerciato droga in diversi comuni dell'Agrigentino

Chiusa la maxi inchiesta "Piramide" che ha fatto luce su un giro di cocaina allestito in mezza provincia di Agrigento. Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 28 indagati nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio.

L'operazione "Piramide", eseguita dai carabinieri è scattata all'alba del 27 dicembre del 2021, e ha disarticolato un gruppo che - da lì il nome all'operazione - si sarebbe dato un'organizzazione verticistica nella gestione dello smercio della droga a cavallo delle province di Agrigento e Caltanissetta. 

Scattata l'operazione "Piramide": eseguite 26 misure cautelari

L'ordinanza cautelare, firmata dal gip Stefano Zammuto, aveva avuto 26 destinatari. In sette erano stati posti ai domiciliari, due dei quali con braccialetto elettronico; per altri 19 era stato imposto il divieto di dimora.   

Nel corso dell’attività di indagine, per fatti che risalgono al 2019, erano stati sequestrati consistenti quantitativi di droga: circa 2 chilogrammi di cocaina e 4 chilogrammi di hashish. Erano scattati cinque arresti in flagranza di reato e due denunce in stato di libertà, oltre a numerose segnalazioni amministrative riconducibili all’uso personale dello stupefacente a carico dei vari acquirenti. Il valore dello stupefacente sequestrato ammonta a circa 100 mila euro.

Il linguaggio criptico usato al telefono: i dettagli

Ecco gli indagati destinatari del provvedimento della procura: Ignazio Agrò, 64 anni, di Racalmuto; Salvatore Carlino, 32 anni, di Canicattì; Mirko Salvatore Rocco Rapisarda, 41 anni, di Gela; Salvatore Vetro, 47 anni, di Favara; Sabrina Beatrice Palmeri, 40 anni, di Caltanissetta; Alessandro Morgante, 46 anni, di Agrigento; Gianluca Taibi, 44 anni, di Racalmuto; Salvatore Busuito, 33 anni, di Grotte; Gianluca Attardo, 42 anni, di Agrigento; Giuseppe Terrasi, 44 anni, di Agrigento; Calogero Trupia, 38 anni, di Agrigento; Alessandro Meli, 40 anni, di Agrigento; Giuseppe Zambito, 61 anni, di Realmonte; Michele Curcio, 55 anni, di Naro; Giuseppe Sorce, 36 anni, di Canicattì; Rosario Tannorella, 48 anni, di Palma; Salvatore Muratore, 49 anni, di Canicattì; Antonio Giardina, 54 anni, di Canicattì; Mirko Benfante Picogna, 30 anni, di Canicattì; Giuseppe Di Bella, 39 anni, di Canicattì; Carmelo Ventura, 42 anni, di Canicattì; Lorenzo Virgone, 53 anni, di Sommatino; Giuseppe Lalomia, 38 anni, di Canicattì; Francesco Albanito, 37 anni, di Canicattì; Gianluca Salvatore Mantione, 29 anni, di Canicattì; Pietro Andrea Marchese Ragona, 32 anni, di Canicattì; Danilo Genovese, 38 anni, di Licata e Domenico Angelo Gibaldo, 39 anni, di Licata. 

Con l'avviso di fine inchiesta, i difensori (fra gli altri gli avvocati Calogero Meli, Teresa Alba Raguccia, Giuseppe Vinciguerra, Giuseppe Zucchetto e Paolo Ingrao) potranno prendere visione di tutti gli atti e chiedere un interrogatorio dei loro assistiti oppure un ulteriore atto di indagine. Il passaggio successivo potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio. 

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