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Giro di droga fra Agrigento e Aragona, la prescrizione salva tre imputati

L'inchiesta è relativa a fatti del 2012, il decorso del tempo cancella la responsabilità per le accuse di detenzione ai fini di spaccio

Non doversi procedere per avvenuta prescrizione dei reati: i tre mesi di sospensione imposti dall'emergenza Coronavirus impediscono pure una decisione nel merito in primo grado per i tre imputati finiti a processo nell'ambito di un'inchiesta che coinvolgeva altre sei persone accusate di gestire un vasto giro di droga fra Agrigento e Aragona.

Si tratta dei fratelli Gaetano e Umberto Faija, 29 e 26 anni e Alessandro Bosco, 40 anni. I tre imputati (difesi dagli avvocati Giuseppe Zucchetto, Daniele Re e Fabiana Mulè) erano finiti a processo per una serie di episodi di spaccio risalenti al 2012.

Le lungaggini della giustizia, con una serie di rinvii, per provvedere all'assegnazione di un nuovo giudice e, infine, la sospensione per la pandemia, hanno fatto scattare la scure della prescrizione che, comunque, sarebbe forse scattata ugualmente perchè il giudice Alessandro Quattrocchi ha ritenuto, come chiesto pure dal pm Alfonsa Fiore, che tre degli otto capi di imputazioni fossero prescritti dal 5 aprile e gli altri ancora prima.

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