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Droga

Cocaina e hashish spacciati con messaggi in codice: in 13 dal gup

Almeno 30 gli episodi di cessione di droga. I presunti pusher, secondo gli inquirenti, comunicavano attraverso un linguaggio criptico: al via l'udienza preliminare

Il 12 aprile davanti al gup del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo: l’inchiesta che ipotizza uno smercio di droga, prevalentemente cocaina e hashish, ad Agrigento, Canicattì, Favara e Racalmuto, approda in aula per l'udienza preliminare. Il procedimento, per la seconda volta, slitta a causa di alcune mancate notifiche.

Si contestano circa 30 episodi di spaccio avvenuti tra l’agosto e l’ottobre del 2018. E nello stesso periodo, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati commessi atti incendiari a scopo di intimidazione.
Secondo le indagini, inoltre, i presunti pusher comunicavano con gli acquirenti attraverso messaggi in codice, con frasi come “red bull”, “pony bianco”, “coniglio cucinato”, “bottiglie di vino”. Alcuni acquistavano piccole quantità nell’ordine del mezzo grammo, altri invece arrivavano a comprare circa 100 grammi di stupefacente in una sola volta.

Sotto accusa: Gaspare Volpe, 63 anni di Favara; Cristian Schifano, 31 anni di Favara; Emilio Nobile, 27 anni di Favara; Giovanni Sanfilippo, 35 anni di Favara; Calogero Salvaggio, 53 anni di Favara; Salvatore Tinaglia, 50 anni di Favara; Calogero Bosco, 38 anni di Favara; Giuseppe Sperlinga, 38 anni di Canicattì; Renata Madalina Geambasu, 26 anni residente a Canicattì; Ignazio Agrò, 63 anni di Racalmuto; Petronela Buliga, 30 anni residente ad Agrigento; Davide Licata, 36 anni di Racalmuto; Ignazio Sicilia, 47 anni di Favara, di recente arrestato nell'operazione antimafia Condor, accusato anche di avere appiccato un incendio a un’auto e al portone d’ingresso di un’abitazione.

Le indagini, oltre a disarticolare un vasto giro di spaccio di droga, avrebbero pure svelato un giro malavitoso nel quale gravitavano alcuni degli imputati. Gli episodi "satellite" dei due incendi sono stati scoperti indagando sul filone principale ovvero sul traffico di sostanze stupefacenti. 

L'inchiesta è stata condotta dal pubblico ministero Gloria Andreoli. All'udienza preliminare i difensori (fra gli altri, gli avvocati Michele Cardella, Salvatore Cusumano, Giuseppe Barba, Angelo Asaro e Pasquale Vullo) potranno chiedere un rito alternativo come l'abbreviato o il patteggiamento. In caso contrario sarà il giudice a doversi pronunciare sulla richiesta di approfondimento dibattimentale della procura. 

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