Cronaca

Spacciava mentre era agli arresti domiciliari, agrigentino finisce in carcere

Gli uomini diretti dal commissario capo Tommaso Amato hanno accertato come l’uomo non avesse mai interrotto l’attività di spaccio, per cui era già stato arrestato

Era finito agli arresti domiciliari con l'accusa di spaccio di stupefacenti. Ma pur essendo sottoposto alla misura cautelare, continua a svolgere la sua "attività". I poliziotti che lo controllavano quotidianamente, però, avevano notato qualcosa di strano. E così, dopo alcuni accertamenti, il gip del Tribunale di Agrigento ha emesso l’ordinanza di carcerazione come aggravamento della misura.

Massimo Trupia, agrigentino di 43 anni, è stato così rinchiuso ieri nel carcere di contrada Petrusa, ad Agrigento. A scoprire la sua attività illecita mentre era agli arresti domiciliari sono stati gli agenti della sezione volanti della questura di Agrigento. Gli uomini diretti dal commissario capo Tommaso Amato hanno accertato come l’uomo non avesse mai interrotto l’attività di spaccio, per cui era già stato arrestato dai colleghi della squadra mobile.

Il giudice per le indagini preliminari, dopo le risultanze investigative della polizia, ha così deciso per l’aggravamento della misura cautelare, modificandola da “arresti domiciliari” a “custodia cautelare in carcere”.

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