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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Sospettati di essere scafisti, il Riesame annulla l'ordinanza: liberi i 6 pescatori tunisini

Comandante ed equipaggio del peschereccio si sono sempre difesi sostenendo d'aver salvato i 14 migranti che vagavano su un barchino al largo di Lampedusa

Il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata il 2 settembre scorso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto. I 6 componenti del peschereccio tunisino, arrestati lo scorso 29 agosto dalla Guardia di finanza che li accusava d'aver favorito l'immigrazione clandestina, sono stati immediatamente scarcerati. I sei si sono, invece, sempre difesi sostenendo d'aver salvato i 14 migranti che vagavano su un barchino al largo di Lampedusa.

"Trainavano una carretta del mare con a bordo dei migranti", sei arresti 

La richiesta di annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata avanzata dall'avvocato Salvatore Cusumano, legale di fiducia del comandante Chamseddine Bourassine, e dagli avvocati Roberto Maiorini, Leonardo Marino e Giacomo La Russa. Ieri, mentre al tribunale del Riesame si è svolta l'udienza, ad alcune decine di metri dal palazzo di giustizia di Palermo hanno manifestato - per sollecitare la scarcerazione dei pescatori tunisini - alcune decine di militanti di associazioni di volontariato. 

"E' la prima volta che abbiamo di questi problemi. Abbiamo salvato tante vite umane, lo abbiamo fatto in molte altre circostanze. Per salvare vite umane abbiamo fatto tanta formazione". Lo ha detto Chamseddine Bourassine, comandante del peschereccio, arrestato il 29 agosto scorso insieme a cinque connazionali componenti dell'equipaggio con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, uscendo dal carcere dopo che il Riesame ha annullato l'ordinanza del gip sulla custodia cautelare. Davanti al cancello del carcere di Agrigento, ad attendere i sei pescatori, c'erano alcune autorità diplomatiche tunisine e i loro difensori, fra gli altri gli avvocati Leonardo Marino e Salvatore Cusumano. "Dei pescatori candidati al Nobel per la pace - ha commentato Marino - sono stati scambiati per trafficanti di esseri umani". 

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