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Consorzio Tre Sorgenti, il tribunale delle acque: "Dovrà consegnare le reti"

L'organismo si è pronunciato in modo chiaro e adesso anche l'Ati sembrerebbe pronta a fare un passo avanti in questa direzione

Il Consorzio Tre Sorgenti dovrà riconsegnare le proprie reti all’Ati idrico e quindi, almeno al momento, alla gestione commissariale della Girgenti Acque.

A 7 anni da un primo pronunciamento che non fu di fatto rispettato dall’ente consortile che gestisce le risorse idriche dei comuni di Canicattì, Licata, Racalmuto, Palma di Montechiaro, Grotte, Ravanusa e Campobello di Licata, i giudici competenti per la gestione del servizi idrico sanciscono nuovamente che l’ente non può continuare a svolgere la propria attività. 

In particolare l’Ambito aveva chiesto al Tar (che ha poi dirottato il tutto al tribunale delle Acque) l’annullamento della nota del Tre sorgenti risalente al 2014 con la quale questo rifiutò la consegna delle reti alla Girgenti Acque nonostante un pronunciamento sempre del Tribunale delle Acque e soprattutto di una delibera assembleare che andava in quella direzione e che venne poi sovvertita da un altro deliberato nel 2015. 

L’accoglimento da parte del tribunale è stato parziale, ma ha disposto l’annullamento degli atti e quindi di fatto l’avvio della procedura che, però, appare abbastanza difficile che venga effettivamente seguita. Del resto la stessa Ati non ha sempre avuto in tal senso un’idea univoca: fu la presidente dell’Ati, Francesca Valenti, a precisare in un verbale che le reti del Tre Sorgenti sarebbero rimaste al Consorzio nelle more della creazione della società consortile pubblica, aggiungendo che i commissari della Girgenti Acque “invece di sollecitare la cessione delle reti dovrebbero prendere atto che una volta cedute non sarebbero in grado di gestirle. La gestione commissariale – continua – è temporanea, non può fare nulla che non sia ordinario, al fine di traghettare questo momento e non può quindi assumere altre gestioni perché non rientrerebbe tra le proprie funzioni ordinarie, come emerso in un confronto con il prefetto di Agrigento”.

Una linea che all’epoca appariva “condivisa” con la Prefettura e che invece, adesso, l’Ati sembra pronta a cambiare. Nei giorni scorsi, durante un confronto con i vertici del Dipartimento Acque e Rifiuti, preso atto della nuova sentenza del Tribunale, Valenti ha infatti annunciato che sarà convocata una seduta durante la quale si procederà verso la direzione della ri acquisizione delle reti.

Un percorso certamente ad ostacoli e che negli anni ha registrato più volte degli stop (come avvenuto con Voltano) ma che adesso apparirebbe non più rinviabile.

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