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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Condannato per l'omicidio del molestatore della figlia chiede di scontare in casa la pena

Gerlando Sollano, 80 anni, ha gravi problemi di salute e vuole restare fuori dal carcere

Da due anni l’esecuzione della pena in carcere è sospesa per gravi motivi di salute. Il 10 luglio, al tribunale di sorveglianza di Palermo, si terrà l’udienza per verificare, dopo gli accertamenti medici, se Gerlando Sollano, 80 anni, condannato definitivamente a 20 anni di carcere con l’accusa di avere ucciso un uomo che gli avrebbe molestato la figlia, dovrà tornare in carcere o continuare a scontare la condanna ai domiciliari.

La possibilità di espiare la pena fuori dal carcere, per gravi motivi di salute, era stata concessa due anni fa. Adesso Sollano, difeso dall’avvocato Gianfranco Pilato, dovrà essere sottoposto agli accertamenti di un collegio di medici che dovranno valutare se le sue condizioni di salute sono migliorate e sono, quindi, compatibili con il regime carcerario. Sollano, peraltro, aveva rimediato una nuova denuncia dal nipote che sosteneva di essere stato picchiato con un bastone. L’omicidio al centro della vicenda giudiziaria è avvenuto il 13 luglio del 2012 a Mondragone, in provincia di Caserta.

La vittima era Francesco Nespoli, 70 anni, massacrato a martellate e colpi di cacciavite. Sollano aveva confessato ai carabinieri di avere ucciso Nespoli nella sua abitazione colpendolo ripetutamente con un martello alla testa e conficcandogli un cacciavite nel petto. All’origine del gesto, secondo la ricostruzione dei fatti, ci sarebbe un episodio maturato in un contesto di profondo degrado sociale. 

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