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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca Camastra

"Smaltivano in discarica rifiuti speciali pericolosi", maxi sequestro da due milioni

Sette persone sono state indagate. L'indagine ha delineato - fanno sapere gli inquirenti - "il modus operandi di un sodalizio criminale responsabile del reato di traffico illecito di rifiuti"

Avrebbero smaltito illegalmente rifiuti speciali pericolosi provenienti da tutta Italia. Sette persone sono state indagate ed una discarica è stata sequestrata a Camastra, al termine di una complessa indagine del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, in collaborazione con personale del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Agrigento, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Palermo. 

Il sequestro ha riguardato tutti i beni di una società, con sede a Camastra, che ha in gestione la discarica, nonché il sequestro della somma di 2.064.288 euro, inclusi contanti, beni immobili, quote societarie e di altro tipo. nella disponibilità degli indagati Donato D’Angelo, Salvatore Alaimo, Calogero Alaimo, Alfonso Bruno e Pasquale Di Silvestro.

L'indagine, avviata nel marzo 2014, ha consentito di delineare - ricostruiscono i carabinieri  - "il modus operandi di un sodalizio criminale responsabile del reato di traffico illecito di rifiuti, di numerosi reati ambientali nonché dell'illecito configurante la responsabilità ''amministrativa'' della società". In particolare, le investigazioni, svolte anche attraverso attività di intercettazione, hanno dimostrato come "la pratica fraudolenta di declassificazione dei rifiuti costituisse il vero e proprio oggetto sociale perseguito stabilmente dall'impresa di servizi ambientali, con la finalità di ricevere e illecitamente smaltire abusivamente nella discarica ubicata in Camastra rifiuti speciali pericolosi - provenienti praticamente dall'intero territorio nazionale - artatamente ''declassificati'' come non pericolosi". 

Questa operazione è stata possibile "avvalendosi di un laboratorio chimico compiacente ubicato in Catania in grado di manipolare i risultati delle analisi dei campioni di rifiuto con evidenti danni permanenti cagionati oltre che al territorio ed all'ambiente, al servizio pubblico essenziale rappresentato dallo smaltimento dei rifiuti, pericolosi e non, nella provincia agrigentina", dicono gli inquirenti.
 

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