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Foto d'archivio

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Smaltimento dei barconi dei migranti, Tar dà l'ok ad una società agrigentina

Annullata un'interdittiva antimafia che riguardava una ditta di San Biagio Platani, consentendo l'aggiudicazione del servizio

Il Tar Sicilia ha annullato un'interdittiva antimafia che riguardava una società di San Biagio Platani, consentendo l'aggiudicazione di un servizio di recupero e smaltimento delle imbarcazioni di migranti. L’avvocato Girolamo Rubino, che insieme a Massimiliano Valenza, ha assistito il rappresentante legale della società, ha ricostruito l’articolata vicenda giudiziaria.

La società di San Biagio Platani opera fin dal 2003  nel campo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti anche speciali. Nel 2011, - fa sapere Rubino - i carabinieri avevano effettuato un sopralluogo nell'impianto, contestando il presunto mancato rispetto delle procedure previste per il trattamento dell'acqua che residuava dalla pulizia dei contenitori in plastica. Alla contestazione, è seguito un procedimento penale da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento che si trova ancora nella fase dibattimentale.

Nel corso del 2015, - ricostruisce ancora il legale - la società aveva chiesto alla Prefettura di Agrigento l'iscrizione nella cosiddetta "white list" e aveva partecipato ad una gara avviata dall'Agenzia delle dogane e dei Monopoli  per l'affidamento del servizio di recupero e smaltimento delle imbarcazioni utilizzate dai migranti per raggiungere la Sicilia; ma la Prefettura di Agrigento aveva negato l'iscrizione e aveva rilasciato un'informativa interdittiva sulla base della presunta gravità del reato per il quale pende il processo penale a carico dell'amministratore unico della società.

Dunque, l'Agenzia delle Dogane aveva escluso la società dalla procedura e la sezione regionale siciliana dell'Albo dei gestori ambientali l'aveva cancellata dall'Albo. Ma la società a questo punto ha proposto un ricorso davanti al Tar Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, per l'annullamento del diniego di iscrizione nella "white List", dell'informativa interdittiva antimafia, del provvedimento di esclusione dalla gara, e del provvedimento di cancellazione dall'Albo nazionale per i gestori ambientali.

In particolare gli avvocati – scrive il legale in una nota – “hanno censurato l'informativa antimafia sotto il profilo dell'eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, atteso che appare arbitrario creare una sorta di automatismo tra la pendenza di un procedimento penale e la valutazione in ordine al pericolo di condizionamento mafioso; tra l'altro, hanno sottolineato i difensori, il reato oggetto del procedimento penale non è annoverato tra gli elementi sintomatici del condizionamento dell'impresa”.

Già in fase cautelare il Tar Sicilia – sottolinea Rubino – “aveva ritenuto la fondatezza delle censure formulate dagli avvocati e aveva accolto la richiesta di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati, condannando il ministero dell'Interno al pagamento delle spese giudiziali inerenti la fase cautelare. Ma l'Agenzia delle Dogane non eseguiva l'ordinanza cautelare resa dal Tar  e, pertanto, la società, sempre assistita dagli avvocati Rubino e Valenza, chiedeva la nomina di un commissario ad acta con condanna alle spese dell'amministrazione inadempiente”.

Il Tar Sicilia ha accolto anche l'istanza di esecuzione dell'ordinanza cautelare, nominando quale commissario ad acta il direttore provinciale dell'Agenzia delle entrate di Palermo, e condannando l'Agenzia delle dogane al pagamento delle spese dell'ulteriore fase cautelare. Per effetto dei provvedimenti cautelari resi dal Tar l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli ha revocato l'esclusione della società dalla gara e, rilevata l'assenza di motivi ostativi all'aggiudicazione, ha disposto l'affidamento del servizio di recupero e smaltimento delle imbarcazioni alla società in associazione temporanea d'imprese con un’altra società, quantificando in 406.070 euro l'importo massimo di aggiudicazione.

Infine, esaminando il merito della controversia, il Tar Sicilia, Palermo, ha annullato tutti i provvedimenti impugnati. Dunque, la società di San Biagio Platani espleterà il servizio di recupero e smaltimento delle imbarcazioni di migranti, mentre il ministero dell'Interno e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pagheranno le spese giudiziali relative alle fasi cautelari.

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