Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Migranti, il papa incontra Martello: "Non accettiamo che chi cerca speranza muoia in mare senza soccorso"

Il sindaco delle Pelagie ha donato al pontefice un crocifisso realizzato con il legno di una barca dei migranti

Il sindaco Totò Martello incontra Papa Francesco

Papa Francesco ha incontarto Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, nell'ambito dell'udienza con i partecipanti al progetto europeo "Snapshots from the Borders" (Voci ed esperienze dai confini) che si è tenuta nella sala Clementina del palazzo Apostolico. Il sindaco di Lampedusa e Linosa ha donato al pontefice una croce realizzata da un artigiano lampedusano con il legno delle imbarcazioni dei migranti ed una maglietta con la scritta "Io sono pescatore", hashtag lanciato dallo stesso Martello per ricordare che per la gente di mare non esistono barriere, e chi è in difficoltà va aiutato. 

"Il crocifisso è stato realizzato con le parti di barca di migranti. E' stato utilizzato il legno del fasciame, mentre il Cristo è stato realizzato con la chiglia. Se la chiglia si spezza la nave affonda. Se si rompe Gesù Cristo si rompono i rapporti fra i popoli e il sistema della pace" - ha detto un commosso sindaco Martello - ."Nel momento in cui ho iniziato a parlare di fronte a sua santità, mi tremava la voce - ha spiegato al termine dell'udienza -. Papa Francesco ci ha ricordato l'importanza di restare umani e di rimanere uniti. E anche lo spirito che ha messo insieme noi sindaci di frontiera - ha proseguito - perché spesso ci troviamo di fronte a problemi epocali che non possono essere affrontati in solitudine. Quando, anche in un oceano, si incontrano due idee che  sopravvivono alle onde, può nascere qualcosa di straordinario".

"Le frontiere, da sempre considerate come barriere di divisione, possono invece diventare 'finestre', spazi di mutua conoscenza, di arricchimento reciproco, di comunione nella diversità; possono diventare luoghi in cui si sperimentano modelli per superare le difficoltà che i nuovi arrivi comportano per le comunità autoctone". Lo ha detto, secondo quanto riporta l'Ansa, il Papa nell'udienza con i partecipanti al progetto con i migranti "Snapshots from the borders" che vede in prima linea Lampedusa. 

"Non accettiamo mai che chi cerca speranza per mare muoia senza ricevere soccorso" - ha evidenziato, riporta l'Adnkronos, il pontefice rilanciando l'appello dell'incontro "molto positivo" coi vescovi del Mediterraneo a Bari. "Tra coloro che nell'area del Mediterraneo più faticano, vi sono quanti fuggono dalla guerra o lasciano la loro terra in cerca di una  vita degna dell'uomo - ha ricordato Francesco -. Siamo consapevoli che in diversi contesti sociali è diffuso un senso di indifferenza e  perfino di rifiuto. La comunità internazionale si è fermata agli  interventi militari, mentre dovrebbe costruire istituzioni che  garantiscano uguali opportunità e luoghi nei quali i cittadini abbiano la possibilità di farsi carico del bene comune". 

"L'accoglienza e una dignitosa integrazione sono tappe di un processo non facile. - ha ammesso il Papa - Tuttavia, è impensabile poterlo  affrontare innalzando muri. Di fronte a queste sfide appare evidente  come sono indispensabili la solidarietà concreta e la responsabilità  ondivisa, a livello sia nazionale che internazionale. L'attuale pandemia ha evidenziato la nostra interdipendenza: siamo tutti legati, gli uni agli altri, sia nel male che nel bene. Bisogna agire insieme, non da soli".

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