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"Coordinamento dei sindaci per l’acqua pubblica" chiede "lumi" su Ati e depuratori sequestrati

I sindaci dei Comuni ricadenti nell'Ambito territoriale ottimale di Agrigento si sono riuniti a Racalmuto, Cianciana e Agrigento, per coordinare le iniziative in vista dell'insediamento dell'Assemblea territoriale idrica e valutare lo stato del servizio idrico. Al termine degli incontri è stato redatto il documento che sintetizza le posizioni e le richieste dei sindaci circa lo stato di attuazione Piano d'Ambito e sui depuratori sequestrati

I sindaci dei Comuni ricadenti nell’Ambito territoriale ottimale di Agrigento si sono riuniti a Racalmuto, Cianciana e Agrigento, per coordinare le iniziative in vista dell’insediamento dell’Assemblea territoriale idrica e valutare lo stato del servizio idrico. Al termine degli incontri è stato redatto il documento che sintetizza le posizioni e le richieste dei sindaci circa lo stato di attuazione Piano d’Ambito e sui depuratori sequestrati. 

«I sequestri dei depuratori disposti negli ultimi giorni in diversi comuni dell'agrigentino evidenziano come la gestione del servizio idrico integrato si sia svolta in un contesto di controlli stentati e inefficaci, complice la confusione normativa e regolamentare che ha nei fatti esautorato l'autorità - si legge nel documento a firma di Lorenzo Alfano (sindaco di Sant’Angelo Muxaro), Giuseppe Portella (sindaco di Joppolo Giancaxio), Nuccio Sapia (sindaco di Casteltermini), Emilio Messana (sindaco di Racalmuto) per il "Coordinamento dei sindaci per l’Acqua Pubblica"-. I Comuni che subiscono un servizio idrico integrato su scala provinciale non hanno avuto un referente in grado di monitorarne efficienza, efficacia ed economicità in relazione alle prescrizioni del piano d'ambito.

I sottoscritti sindaci dei Comuni ricadenti nell’ambito territoriale ottimale idrico di Agrigento, intendono dare piena attuazione alla L.R. n. 19/2015 con l’obiettivo di pervenire alla gestione diretta delle risorse idriche, nei modi e nelle forme riconosciute dalla novella legislativa, e ad una tariffa uniforme all’interno dell’ambito. L'Ati, quando insediata, dovrà dare corso ai sub ambiti e valutare la loro ampiezza, funzionale alla gestione diretta del servizio idrico integrato negli obiettivi dell’economicità, efficienza, efficacia e solidarietà».

I sindaci chiedono all’Assessore Regionale all’Energia Acqua e Rifiuti di provvedere alla convocazione dell’Assemblea Idrica Territoriale entro i termini indicati nella circolare dallo stesso emanata, rimediando alla vacanza dell’organo commissariale. Mentre al presidente della Regione siciliana chiedono che istituisca presso l’Ato Idrico di Agrigento in liquidazione la commissione tecnica prevista dall’art. 12 della l.r. n. 19/2015 per valutare le eventuali inadempienze nella gestione del servizio idrico integrato nei comuni ove è operativo.

I sindaci esprimono preoccupazione per la condizione in cui versano i depuratori, «alla luce dei numerosi sequestri disposti nelle ultime settimane dall’autorità giudiziaria, che possono rivelare inadempimenti gravi da determinare la risoluzione della convenzione, e chiedono che l’Ato idrico in liquidazione relazioni sugli interventi di manutenzione effettuati dal gestore, sulle relative previsioni  del Piano d’Ambito e specifichi l'ammontare degli incassi derivati dal canone di depurazione».

I sindaci ritengono altresì che la bozza di statuto dell’Ati diramata dall’assessorato regionale debba essere emendata, perché non contempla tra le attribuzioni dell'Ati tutte le competenze previste dalla legge e, in particolare, quella di deliberare la costituzione dei sub ambiti. «Lo Statuto - scrivono - dovrà prevedere meccanismi di formazione della volontà assembleare che impediscano ai pochi comuni che dovessero detenere la maggioranza delle quote di partecipazione di condizionare con la loro assenza il numero legale. In passato, infatti, l'assemblea dell'Ato idrico è stata commissariata perché non riusciva a raggiungere il numero legale previsto per le deliberazioni più importanti». 

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