Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Agricoltura, l'allarme dei sindacati: "Nell'Agrigentino produzione in crisi"

Lo scrivono in una nota Gero Acquisto, segretario provinciale della camera territoriale della Uil, e Nino Indelicato, presidente provinciale Copagri

Gero acquisto di Uil e Nino Indelicato di Copagri

Gero Acquisto, segretario provinciale della camera territoriale della Uil di Agrigento, e Nino Indelicato, presidente provinciale Copagri, intervengono sollecitando il governo regionale e nazionale a porre i rimedi per tamponare la crisi di produzione in campo agricolo e agroalimentare che rischia di portare effetti collaterali al settore tra crolli di produzione e fenomeni distorsivi da parte dei paesi concorrenti alla nostra isola.

“Purtroppo - affermano i due in una nota - i dati in campo agricolo e agroalimentare in Sicilia in questi primi dieci mesi dell’anno sono negativi. Ci riferiamo soprattutto al crollo della produzione dell’olio d’oliva con un meno 42 percento,che rischia di provocare conseguenze per produttori, imprenditori di settore e forza lavoro. Trentamila tonnellate di olio, a fronte dell’annata record 2015 con 52mila, sono un crollo inaspettato, anche se le cause, secondo gli esperti del settore, sono dovute alla cascola causata da attacchi parassitari e alle bombe d’acqua che hanno colpito la Sicilia".

"In provincia di Agrigento il dato è a dir poco drammatico, - prosegue la nota - con un meno 50 per cento della produzione, quindi avremo poca offerta, prezzi elevati e un reale rischio della presenza di olio di olive non siciliano, con rischi per il consumatore e danni per i produttori. Una situazione di difficoltà che metterà a dura prova tutta la filiera agroalimentare. Per questo si chiede regionale all’Agricoltura di accelerare con la pubblicazione dei bandi e le sottomisure specifiche per il settore attraverso il Psr 2014-2020 e ancora accelerare le riforme e la riorganizzazione di taluni enti e istituti preposti al servizio e alla guida del mondo agricolo. Ciò per evitare un peggioramento dello stato di crisi e dare una boccata d’ossigeno e certezze agli imprenditori agricoli e ai giovani che si stanno avvicinando al settore".

"Anche per l’agroalimentare - aggiungono - si sta presentando un’annata con gravi difficoltà tra siccità, parassiti e concorrenza sleale e a prezzi stracciati da altre aree quali i paesi maghrebini. Noi ci preoccupiamo di questo pericolo prima che la situazione precipiti con ricadute negative per gli operatori di una filiera che nel nostro territorio deve fare i miracoli quotidianamente per avere un giusto ritorno economico in un’attività che incontra delle difficoltà oggettive, per questo le istituzioni devono intervenire in tempo e recupere ritardi, politiche sbagliate, inadeguate e poco incisive. L’impegno di governo non può non partire che dall’agricoltura e da tutta la filiera agroalimentare siciliana. L’agricoltura siciliana, oggi, nonostante le difficoltà di varia natura è uno dei settori produttivi che sempre di più può dare risposte economiche, di lavoro, di tutela ambientale-territoriale e di crescita democratica delle campagne".

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