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Il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella

Il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella

Minacce di morte al sindaco di Siculiana, inchiesta chiusa per 5 indagati

L'attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Vella, si era inizialmente concentrata su sei nominativi. Adesso prosegue nei confronti di una persona soltanto

Chiuse le indagini sulle minacce di morte che - il 22 novembre dello scorso anno - erano state indirizzate, su Facebook, al sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella. 

Nel registro degli indagati, erano inizialmente finiti sei nominativi. Adesso la posizione di cinque persone è stata stralciata e l'attività prosegue nei confronti di una sola persona. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Vella.  

Fra gli indagati era finito anche un professionista che è stato rappresentato e difeso dall'avvocato Vincenzo Mula. A lui, investigatori ed inquirenti, erano giunti grazie all’identificazione dell’utenza telefonica, il cui collegamento WI-FI era stato utilizzato per la creazione di un falso profilo:  "A morte il sindaco di Siculiana". Le minacce, contenute nella pagina Facebook, era anche corredate da immagini con proiettili.  

All'individuazione dell’utenza telefonica avevano contribuito gli uffici di Facebook in California a supporto del lavoro svolto dai carabinieri della stazione di Siculiana.

Agli indagati erano stati sequestrati numerosi personal computer, tablet e smartphone, per cercare materiale informatico utile alle indagini. L'inchiesta ha consentito di analizzare e studiare in maniera approfondita i dati telematici acquisiti ed all’esito delle indagini, il professionista - assistito dall'avvocato Vincenzo Mula - è stato ritenuto totalmente estraneo ai fatti, tanto che la sua posizione, insieme a quella di altri quattro proprietari di beni sequestrati, è stata stralciata dal fascicolo, che prosegue, invece, nei confronti di un solo soggetto.

Era, appunto, il 22 novembre scorso, quando - su Facebook - era visibile la pagina Facebook dove era stato scritto: "Caro sindaco, abbiamo una pallottola per lei calda, calda. Si guardi le spalle". 

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