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Sabato, 4 Febbraio 2023
Il provvedimento / Siculiana

Siculiana Marina, via libera dal tribunale alla prosecuzione dei lavori dell'area portuale

La Regione, che aveva erogato poco meno di un milione e 400mila euro, contestava il mancato rispetto dei termini di esecuzione

Il tribunale di Palermo dà ragione al Comune di Siculiana e concede una proroga dei lavori per la realizzazione del "ripristino dell’area portuale dello specchio acqueo marino di Siculiana Marina".

Al centro del contenzioso un finanziamento pubblico, dell'importo di 1.377.451 euro, concesso nel 2018 dall'assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della Pesca mediterranea.

La scorsa estate, tuttavia, l’amministrazione ha disposto la revoca del finanziamento ed il recupero delle somme già erogate a titolo di anticipo al Comune di Siculiana.

Il sindaco Giuseppe Zambito, ritenendo illegittimo il provvedimento ha proposto un’azione giudiziaria volta ad impedire il recupero delle somme erogate a titolo di anticipo nonchè la prosecuzione del contratto di finanziamento.

Il Comune di Siculiana, con l’assistenza dell’avvocato Girolamo Rubino, ha citato in giudizio l’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea.

Il legale del Comune, con una domanda cautelare, ha rilevato che, la mancata conclusione dei lavori oggetto di finanziamento entro il termine stabilito dal progetto – causa per la quale l’assessorato ha revocato il finanziamento – non era imputabile all’amministrazione comunale.

Ed infatti, l’amministrazione comunale – per l’esecuzione dei lavori di ripristino dell’area portuale – aveva attivato la necessaria procedura di valutazione di impatto ambientale, la quale non è stata esitata in tempo utile dalla competente autorità ministeriale.

Ragion per cui, secondo il Comune, il ritardo nella conclusione dei lavori per il ripristino dell’area portuale di Siculiana marina non poteva essere imputato all’amministrazione di Siculiana, bensì al ministero per la Transizione ecologica.

Il tribunale di Palermo ha così accolto la domanda cautelare, ordinando all’amministrazione regionale di astenersi dal recupero dell’importo di oltre cinquecentomila euro ed, inoltre, di concedere al Comune di Siculiana una proroga per l’ultimazione dei lavori.
 

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