"Si appropriò di 200 mila euro dei clienti", riesame conferma obbligo di firma per ex direttore Poste

I giudici rigettano il ricorso della difesa che chiedeva la revoca del provvedimento cautelare nei confronti dell'agrigentino Vincenzo Di Rosa, 56 anni

Confermato l'obbligo di firma per l'ex direttore delle Poste di Castrofilippo

Ordinanza confermata: i giudici del tribunale del riesame di Palermo rigettano il ricorso dei difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, e confermano il provvedimento cautelare che impone l'obbligo di firma, per due volte alla settimana, nei confronti dell'ex direttore dell'ufficio postale di Castrofilippo, Vincenzo Di Rosa, 56 anni, accusato di avere sottratto circa 250 mila euro ai clienti.

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L’avvenuto licenziamento dalle Poste, secondo i difensori, faceva venire meno le esigenze cautelari "perché l’indagato non ha più alcuna possibilità di reiterare i reati”. Nei suoi confronti, peraltro, era stato disposto anche un sequestro di beni che aveva riguardato una motocicletta e la quota del 50 per cento di un immobile. I difensori, lunedì mattina, davanti al tribunale del riesame, avevano illustrato il loro ricorso, sottolineando anche la circostanza che “è trascorso circa un anno dai fatti e le esigenze cautelari non possono più ritenersi attuali”.

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I giudici, invece, nelle scorse ore hanno depositato l'ordinanza con cui confermano il provvedimento. L’ordinanza di applicazione della misura cautelare è stata emessa il 27 marzo dal gip Francesco Provenzano. Il pubblico ministero Alessandra Russo, titolare dell’inchiesta che ipotizza i reati di truffa e peculato, aveva chiesto gli arresti domiciliari ma il giudice ha ritenuto sufficiente l’applicazione dell’obbligo di firma.

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