Sgarbi: "Chi governa non si faccia intimidire, la mafia non è l'unica cosa potente ed esportabile della Sicilia"

L'assessore regionale: "Racalmuto è stato sciolto, non credo che vi sia una mafia emergente che lo consentisse e l'allora sindaco Salvatore Petrotto mi pare che sia in forma, non lo hanno arrestato. C'è il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro, privo di indagini, ma che non ha potuto candidarsi perché suo fratello è stato arrestato. Questa cosa è incivile, non è accettabile” 

Gli assessori regionali davanti la tomba di Leonardo Sciascia

"La Sicilia fa ignorare al mondo d'avere la prima miniera d'Italia, fa ignorare al mondo di avere i più bei siti archeologici, ma fa sapere al mondo che c'è il 'capo dei capi'. Non mi piace. Sono contro questa pubblicità che l'antimafia continuamente fa. Non lo accetto". L'assessore regionale ai Beni culturali Vittorio Sgarbi, a Racalmuto dove è stato per rendere omaggio a Leonardo Sciascia e per visitare i luoghi cardine della "Strada degli scrittori, ha tuonato ed ha lanciato, con irruenza, un appello: "Chi governa la Sicilia non si faccia intimidire da una forma di retorica, di demagogia che vuol far pensare che l’unica cosa esportabile e potente della Sicilia è la mafia. Non è più così, la violenza che la mafia ha portato alla Sicilia merita una risposta altrettanto forte e determinata, Sciascia lo diceva a Pertini. Oggi c’è una Sicilia nuova". 

"Ho reagito contro i professionisti dell'antimafia, formula di Sciascia, quando non si è avuta la forza di dire che un uomo malato, un vegetale, non può andare all'ospedale sia Dell'Utri, sia Riina. Dire che Riina - ha spiegato Sgarbi - era pericoloso da malato significa dire che lo Stato è più debole del mafioso. Io non consento ad un mafioso di essere più forte della mia pietà e questo lo avrebbe capito Sciascia. Non lo ha capito qualche magistrato. Lo Stato è più forte della mafia".

Scioglimento del Consiglio di Racalmuto

"Questo Comune, come il mio (Salemi ndr.), è stato sciolto per mafia. Non credo che vi sia una mafia emergente che consentisse quello scioglimento. L'allora sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, mi pare che sia in forma, non lo hanno arrestato. Troppe cose in Sicilia non funzionano. Tutto deve essere fatto - ha dichiarato l'assessore regionale Vittorio Sgarbi - nel rispetto della verità e in difesa delle persone che sono innocenti. Oggi, la realtà di Racalmuto, con la miniera, con la fondazione Sciascia, è un valore positivo che l’Italia deve conoscere e l’Italia deve conoscere valori positivi, combattendo il male, ma non dando al male una dimensione diversa da quella che ha, facendo diventare vittima persone innocenti. Questo è quello che volevo dire a Sciascia sulla sua tomba, non l’ho detto con una corona di fiori, pregando il nostro Dio, se c’è e se ci guarda, ma posso dirlo a voi uomini: fatevi rispettare. I siciliani devono essere come gli emiliani, come i lombardi, come i veneziani. Non possono essere figli di un Dio minore, per cui se c’è un mafioso a Racalmuto si scioglie un Comune, se c’è a Milano il Comune non si scioglie. E’ qui presente – ha aggiunto Sgarbi, durante la conferenza stampa tenutasi alla fondazione Sciascia, il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro, privo di indagini, ma che non ha potuto candidarsi nelle liste di questa amministrazione (alla Regione ndr.) perché suo fratello (Salvatore Cuffaro ndr.) è stato arrestato. Questa cosa è incivile, non è accettabile”. 

IL VIDEO. "Scioglimento del Comune di Racalmuto, illegittimo" 

L'omaggio a Leonardo Sciascia

Sgarbi e gli assessori al Turismo Sandro Pappalardo, alle Attività produttive Mimmo Turano e alla Famiglia Mariella Ippolito - giunti a Racalmuto per omaggiare Leonardo Sciascia - hanno iniziato la visita dalla miniera di sale di proprietà dell'Italkali. Miniera dove lavoravano i "carusi" di "Regalpetra". Hanno poi deposto una corona di fiori sulla tomba dello scrittore racalmutese e hanno visitato il teatro Regina Margherita dove il coro "Terzo Millenio" di Racalmuto, con il tenore Lillo Bellomo, ha intonato "Deci, cientu citaleni", il testo di Piero Carbone, dedicato ai minatori e alle loro famiglie. "Non potevo sapere, ma oggi l'ho appreso, che le miniere di Racalmuto fossero importanti almeno come il pensiero di Sciascia perché sono un elemento positivo di produzione che s'è riscattato dalla condizione di miseria, povertà e sofferenza che le miniere rappresentano nella nostra idea. L'entusiasmo del direttore è stato talmente contagioso che ci hanno dimostrato le miniere come un luogo di felicità - ha detto Sgarbi - . Questa di Racalmuto è la prima miniera d'Italia, - ha aggiunto - da qua parte tutto il sale che mangiamo. Sono socio, da molti anni, del circolo dei zolfatai e dei salinari, ma per un riferimento letterario, ma non potevo immaginare che qui l'economia fosse perfino più forte della letteratura". "E' una eccellenza della Sicilia e noi la valorizzeremo - ha annunciato l'assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, in merito al miniera di sale dell'Italkali - . Ho assunto l'impegno di concordare con il presidente della Regione, Nello Musumeci, un incontro. Una realtà come questa non può non essere valorizzata, noi siamo molto attenti e siamo certi che questo sviluppo vi sarà veramente". 

IL VIDEO. Sviluppo e occupazione alla miniera Italkali 

Festival su Sciascia e Pirandello 

"L'Agrigentino è parte importante della letteratura del Novecento, ecco 'La via degli scrittori': una parte agrigentina c'è in Tommasi che è Palma di Montechiaro, in Pirandello che è di Girgenti e che ha rappresentato la più alta espressione del teatro e della letteratura e Sciascia che era di Racalmuto. Sciascia l'ho conosciuto come uomo che ha scritto le cose più intense sul piano civile e a lui ho voluto legare il mio destino, per quello che mi sarà consentito di svolgere nella funzione di assessore, venendo a Racalmuto. Ecco il senso e lo spirito della mia visita" - ha spiegato l'assessore regionale ai Beni culturali Vittorio Sgarbi alla fondazione "Leonardo Sciascia" di Racalmuto - . "Spero che potremo animare il teatro di Agrigento e il teatro di Racalmuto con opere che siano legate a Pirandello e a Sciascia - ha auspicato Sgarbi - . A Pesaro dove è nato Rossini c'è un festival legato al nome di quel grande musicista. A Parma c'è il festival Verdi. Il teatro di Pirandello deve avere un festival Pirandello ad Agrigento che sia legato anche al teatro di Racalmuto, unendo i nomi di Pirandello e Sciascia. Avere un festival Pirandello significa far diventare Agrigento come Salisburgo, come Pesaro. Pirandello è stato grande scrittore, è stato premio Nobel, ma è difficile essere drammaturgo dopo Eschilo, dopo i grandi drammaturghi. Per Sgarbi "un drammaturgo del Novecento è di più di uno scrittore, è un uomo che si può paragonare a Euripide. Un festival pirandelliano può essere importante almeno quanto il festival del teatro antico di Siracusa, quindi va incardinato con forza".

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