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Il fenomeno del caporalato

"Da oltre 4 anni faccio il bracciante per pochi spiccioli": denunciati padre e figlio

Un uomo di 43 anni, negli ultimi giorni, ha trovato il coraggio - nonostante sia in gravi difficoltà economiche - di rivolgersi alle forze dell'ordine e raccontare il suo calvario

Che a Canicattì, così come a Favara o a Racalmuto e Licata e in tanti altri centri dell'Agrigentino, vi siano dei punti di raccolta dove ci sono immigrati o lavoratori autoctoni pronti a farsi sfruttare per pochi spiccioli nelle campagne, è risaputo. Nessuno però vede o denuncia. Non lo fanno i cittadini, né gli stessi braccianti agricoli. I primi perché "è sempre stato così!". I secondi perché hanno bisogno di lavorare e di portare a casa qualche soldo per mantenersi o dar da mangiare alla famiglia. Lo sfruttamento lavorativo - quello che si chiama caporalato - va dunque, in silenzio e sotto lo sguardo distratto dei cittadini, avanti. Sono rari, anzi rarissimi, i casi in cui qualcuno, facendosi coraggio, si rivolge alle forze dell'ordine. 

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Ma accade. Un uomo di 43 anni, negli ultimi giorni, ha trovato il coraggio - nonostante sia in gravi difficoltà economiche - di rivolgersi alle forze dell'ordine e denunciare: "Da quattro anni e mezzo vengo impiegato, come bracciante agricolo, nelle campagne di padre e figlio. Lavoro per pochi soldi e senza nessun contratto, né garanzia". Una denuncia che ha, inevitabilmente, dato il via alle indagini. L'ipotesi di reato è intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. E per questa fattispecie sono stati iscritti nel registro degli indagati i due proprietari terrieri.

Ma quel 43enne potrebbe anche non essere il solo lavoratore abusivo. 

Non filtrano indiscrezioni, da parte delle forze dell'ordine, sullo specifico caso. Ma - ed è stato dimostrato da diverse inchieste arrivate nel coso degli anni a epilogo - non si tratta di un fenomeno raro. Tutt'altro. Nell'Agrigentino - ci sono realtà in cui il fenomeno è più accentuato (dipende dalle coltivazioni agricole) rispetto ad altre dove il caporalato è quasi nullo - lo sfruttamento lavorativo tiene botta nonostante la crisi agricola che è determinata anche dalla siccità.

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