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(foto d'archivio)

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Per la prima volta ad Agrigento la "drammatizzazione" della Passione di Cristo

Il capoluogo agrigentino vivrà la "drammatizzazione" della Passione di Cristo. Questo avverrà, per la prima volta nella storia forse, grazie all'associazione ciancianese "Settimana Santa" che da decenni ormai cura la rievocazione sacra della Passione di Gesù

Il capoluogo agrigentino vivrà la “drammatizzazione” della Passione di Cristo. Questo avverrà, per la prima volta nella storia forse, grazie all'associazione ciancianese Settimana Santa che da decenni ormai cura la rievocazione sacra della Passione di Gesù. Così sabato 19, dalle 17 in poi in piazza Bibirria, anche gli agrigentini potranno partecipare il momento della Condanna da parte di Pilato con la successiva flagellazione, (che a Cianciana vengono proposte il venerdì mattina) e, a seguire, la Via Crucis lungo via Duomo fino a piazza Don Minzoni dove avranno luogo Crocifissione e deposizione.

Dal comune montano si sposteranno ad Agrigento i circa cento ciancianesi, tra attori e comparse, che animano i riti pasquali: a riconoscere il pregio e la cura della messa in scena è stata anche l'Unesco che sta valutando di inserire la “Settimana Santa” ciancianese tra i beni immateriali dell'umanità. Ogni anno centinaia sono i visitatori che in questo periodo raggiungono Cianciana: non solo fedeli, ma anche estimatori di una rappresentazione curata e coinvolgente che dal Giovedì santo in poi, anche con l'Ultima cena e gli accadimenti nel Sinedrio, il tradimento di Giuda, la cattura e la flagellazione del Salvatore, beneficia di un effetto scenografico d'impatto dovuto all'illuminazione a fuoco vivo del paese, che rinuncia all'elettricità in quelle sere.

A partire dalla Domenica delle palme, in cui il Nazareno entra in paese a dorso d'asino osannato dal popolo, con una pregevole ricostruzione di luoghi, abiti e dei fatti narrati dalla Bibbia, fino alla crocifissione che ha visto la rottura con il passato attraverso l'utilizzo delle comparse sulla croce e non più del simulacro, tutto viene intriso di una particolare suggestione.  Adesso anche la popolazione agrigentina, grazie a un accordo con la Curia e in special modo con don Franco Montenegro, potrà “vivere” le ultime ore del Salvatore che saranno ancora più partecipate e cariche di patos grazie anche alla magistrale quanto pregevole opera dell'associazione ciancianese presieduta da Gerlando D'Angelo.

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