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(foto d'archivio)

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Palma di Montechiaro, sette persone denunciate per furto di energia elettrica

Al termine di una pregressa attività di indagine iniziata il 5 aprile, agenti del Commissariato di Palma di Montechiaro, con l'ausilio di personale specializzato dell'Enel, hanno denunciato a piede libero sette soggetti, di nazionalità rumena, ritenuti responsabili di furto aggravato di energia elettrica

Al termine di una pregressa attività di indagine iniziata il 5 aprile, agenti del Commissariato di Palma di Montechiaro, con l’ausilio di personale specializzato dell’Enel, hanno denunciato a piede libero sette soggetti, di nazionalità rumena, ritenuti responsabili di furto aggravato di energia elettrica.

Le indagini sono state particolarmente difficili in quanto hanno utilizzato sistemi alquanto sofisticati che permetteva loro di collegare e scollegare rapidamente le loro abitazioni alla linea elettrica pubblica, in modo da eludere eventuali controlli e l’esazione dell’energia elettrica prelevata.

Le modalità con le quali veniva operato il prelievo fraudolento di energia non era sempre uguale. Quelli dotati di misuratore di energia elettrica hanno creato una sorta di bypass ben nascosto e incassato nel muro. 

L’attività di indagine è stata fortemente ostacolata ed ha avuto positivo solo grazie alla determinazione degli agenti operanti. Per citarne uno, presso un’abitazione nella quale si sono introdotti agenti, la persona trovato all’interno ha detto loro che la sua abitazione non era fornita di energia elettrica.

Al primo colpo d’occhio sarebbe potuta sembrare vera quell’affermazione, ma non ai compassati poliziotti che si trovavano ad operare quel controllo. Al fine di verificare tale affermazione gli operatori di polizia hanno controllato gli alimenti contenuti nel reparto freezer di un frigorifero posto nell’abitazione constatando che erano perfettamente congelati. A tal punto era chiaro che il soggetto nascondesse qualcosa, il problema semmai era quello di accertare le modalità con il quale veniva operato il prelievo abusivo di corrente.

 Poi dopo un’accurata ricerca gli operatori di polizia riuscivano a scoprire nel vano scale dell’immobile due cavetti spellati che uscivano fuori dal muro e poco distante un cavo elettrico celato nello stipite di una porta. Tale cavo elettrico, da una estremità, e tramite altri fili elettrici risultava collegato alle utenze elettriche dell’abitazione. Dall’altro capo terminava con le estremità spellate e arrotolate in modo da formare due anellini che andavano ad incastrarsi con i due cavi che fuoriuscivano dal muro. 

In sostanza, da quello che appariva, i due cavi che fuoriuscivano dal muro erano percorsi dall’energia elettrica e collegando a questi il predetto cavo elettrico – quello nascosto nello stipite della porta -  si riusciva cosi ad alimentare con l’energia elettrica l’intero immobile.

Gli altri prelievi abusivi di corrente venivano operati con una procedura ancora più laboriosa e pericolosa. Dopo aver effettuato degli scassi murari venivano intercettate le linee di corrente elettrica, e dopo averle spellate della loro protezione, e tutto inevitabilmente sotto tensione, venivano creati delle coppie di cavi con una sorta di uncini al fine di collegarsi e scollegarsi al bisogno. Contestualmente sono stati operati anche dei controlli a contatori idrici, da parte di personale specializzato il cui esito sarà noto solo nei prossimi giorni.


 

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