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Settantenne morta per una trombosi, la Procura apre inchiesta

Indagine a carico di ignoti, alla donna dieci giorni fa era stato somministrato il vaccino di Astrazeneca. I familiari: "Non aveva nessuna patologia". Disposta autopsia, accertamenti su un'eventuale correlazione

Una donna di 70 anni è morta lunedì a causa di una sospetta trombosi. Oggi la Procura della Repubblica, diretta da Luigi Patronaggio, ha aperto un'inchiesta a carico di ignoti con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.

I familiari hanno raccontato, attraverso un esposto, che alla donna - dirigente di una società di trasporti - il 21 marzo scorso era stato somministrato il vaccino di Astrazeneca. Dopo quattro giorni il malore e il trasporto in ospedale, ad Agrigento, in ambulanza. Dopo una breve agonia, la donna - che secondo il racconto dei parenti non soffriva di alcuna patologia - è morta.

La Procura ha disposto l'autopsia e autorizzato all'espianto degli organi. Adesso un'indagine dovrà accertare l'eventuale nesso con la somministrazione del vaccino. Il compito di studiare e capire se ci possa essere una vaga ed ipotetica correlazione con la somministrazione del vaccino Astrazeneca però spetterà alla speciale task force, istituita il 19 marzo dalla Regione e coordinata dal professore di Medicina legale dell'università di Catania, Cristoforo Pomara, che ha proprio il compito di eseguire "indagini diagnostiche post mortem, finalizzate alla verifica degli eventi avversi da vaccinazione anti Covid".

Come stabilisce il decreto del 19 marzo dell'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, per i casi "astrattamente sospetti" occorre seguire delle procedure ben precise che devono essere eseguite dalla task force, non essendoci al momento letteratura scientifica che consenta di affermare una relazione tra vaccinazione e decessi. Il provvedimento è stato notificato non a caso, oltre che a tutti i direttori generali delle aziende e degli enti del Sistema sanitario regionale, anche ai procuratori della Repubblica dell'Isola

Al momento, infatti, la correlazione non è stata mai confermata nei precedenti casi sospetti che si sono verificati in Italia e che, nei giorni scorsi, hanno portato pure a una sospensione decisa dal governo della somministrazione del vaccino di Astrazeneca per tre giorni e in attesa di ulteriori valutazioni delle autorità sanitarie che hanno dato il via libera. 

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