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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Servizio idrico, è emergenza "sete" in diverse zone della città e della provincia: la Prefettura chiede chiarezza

La nota firmata dal rappresentante del Governo prende spunto dalle recenti segnalazioni da parte di Codacons. I disservizi si registrano però in tutta la provincia

Prima furono le dighe semivuote, poi arrivarono le frane e le rotture lungo le condotte di approvvigionamento. Oggi, in molti casi, sono le perdite sotterrane. Non c'è pace per la gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento, e non c'è pace per gli agrigentini che ancora oggi si trovano spesso ad avere a che fare con turni lunghissimi e nessuna spiegazione per i disservizi patiti.

Adesso, a chiedere "urgenti notizie" in merito ad un caso specifico, quello segnalato dal Codacons a valle di Agrigento, è la Prefettura, che attraverso una nota ha appunto sollecitato Aica a fornire chiarimenti.

Una richiesta che potrebbe finalmente portare un poco di luce sui disservizi patiti dai cittadini in questi mesi, e soprattutto magari su quale prospettive vi siano soprattutto rispetto a quella che è una vera e propria emergenza, connessa alle rotture idriche che oggi si ha grossa difficoltà a riparare. Questo perché, come noto, ad intervenire in "soccorso" di Aica sono (o meglio dire, erano) i comuni del territorio.

Oggi il gestore non solo non ha risorse, ma ha gravi difficoltà ad affrontare anche le spese per l'acquisto dei pezzi di ricambio e del materiale necessario, proprio perché le aziende non fanno credito. A questo si aggiungono problemi ulteriori derivanti - nei giorni scorsi - dall'assenza di autobotti a disposizione per garantire il servizio sostitutivo. 

Ad intervenire sulle condotte di adduzione alla provincia è invece Siciliacque, che ha al momento interrotto la fornitura per i comuni di Agrigento, Cattolica Eraclea, Montallegro, Realmonte, Siculiana, Ribera e Porto Empedocle al fine di intervenire sulla "Favara di Burgio" per scongiurare danni peggiori dovuti ad una frana provocata dal maltempo. La riattivazione della fornitura idrica è prevista entro le 12 di mercoledì, gli interventi prevederanno la realizzazione di bypass. Per attenuare i disservizi nei comuni agrigentini della fascia costiera, Siciliacque ha aumentato la fornitura dal nodo Voltano di Aragona a 150 litri al secondo.

Intanto, in seno all'Ati, scoppia la "grana" dei comuni non consegnatari. Lo scorso 25 novembre l'Assemblea dei sindaci ha infatti preso atto della concessione del diritto alla gestione diretta di otto centri, con il solo voto contrario di Licata.

“I motivi dichiarati già allora erano due: assenza dichiarata –  ha dichiarato il sindaco Galanti – dallo stesso ufficio tecnico di Ati di alcuni requisiti, e perché l’assemblea non poteva spogliarsi di una sua responsabilità per delegarla agli altri. Si rimane per parecchi mesi in fase di stallo, e quasi un anno dopo, il 9 settembre del 2020, il presidente della Regione nomina un commissario ad acta, al quale demanda l’attuazione di tutta una serie di punti, che l’Ati non aveva voluto/potuto realizzare, tra i quali la definizione dell’iter per la richiesta di salvaguardia degli 8 comuni la cui responsabilità, rammenta la Regione, non può essere demandata ad altri, ma rimane in capo all’assemblea ed in questo caso alla commissaria. La scelta – conclude il sindaco Galanti – è stata una scelta ponderata ed a tutela delle migliaia di cittadini che ad oggi soffrono per una mala gestione del servizio idrico, che al momento ha attenzione per la tutela di altro ed è un lusso che non ci si può concedere, di rinunciare a detti finanziamenti. Siamo in pace con la nostra coscienza e se perdiamo la possibilità di realizzare i progetti perché abbiamo perso i finanziamenti, che vanno verso una normalizzazione del servizio idrico, i cittadini dell’ambito sanno già da ora a chi chiedere conto e ragione”.

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