Servizio idrico, il coordinamento Titano: "Contro la consortile pubblica una congiura politica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie


CONTRO LA CONSORTILE PUBBLICA UNA CONGIURA POLITICA!
Nell’ultima assemblea dell’ATI la Presidente Valenti e la Commissaria Di Francesco hanno promesso la costituzione dell’azienda consortile entro il mese di aprile. I fatti non hanno seguito le parole e non ne siamo affatto stupiti visto il grado di credibilità di certi proclami, ai quali ci hanno tristemente abituati. La consortile non viene ancora costituita e la sensazione diffusa, al di là degli annunci, è che questa acqua pubblica non la voglia nessuno.
Dal canto nostro abbiamo fortemente perseguito l’obiettivo dell’Azienda Speciale Consortile per sostituire Girgenti Acque, tristemente noto in Provincia di Agrigento e non solo, nella gestione del SII, ma i tempi e gli atti fin qui prodotti dall’Ati e dalla Commissaria ad acta, non ci hanno ne convinto ne soddisfatto. Ecco il perché: 
-Vi è una dilatazione dei tempi inaccettabile da quando si è insediata la Commissaria, che ha causato e sta causando contrattempi non di poco conto, come la delibera del Consiglio Comunale di Agrigento e altre ancora ne potrebbero seguire.
-Il mancato scioglimento del nodo legato ai Comuni che hanno richiesto la salvaguardia tramite l’art. 147, comma 2 bis, che ha fatto nascere in maniera anomala il Piano d’Ambito, non dando certezze sulla perimetrazione dell’Ambito. Di conseguenza l’accesso ai finanziamenti previsti per rimettere a posto il SII ad Agrigento diventa assai incerto perché essi, a seguito di ispezione da parte dei funzionari di Bruxelles, potrebbero essere sospesi o peggio ritirati in quanto l’iter per la loro acquisizione non è conforme alla normativa. Inoltre il “PNRR” spedito all’Europa per i finanziamenti legati al Recovery Plan riporta: “Gli investimenti nelle infrastrutture idriche, in Italia, sono stati insufficienti per anni e causano oggi rischi elevati e persistenti di scarsità e siccità. La frammentazione dei diversi attori e livelli istituzionali rappresenta un ostacolo agli investimenti.” 
Ciò detto, è necessario provvedere da subito alle dovute ispezioni presso i Comuni richiedenti la salvaguardia per accertare tecnicamente il possesso dei requisiti richiesti. Non possiamo correre il rischio di farci sospendere, o peggio ancora, ritirare i finanziamenti previsti perchè i Gestori, nell’Ambito di Agrigento, sono nove. Tutto ciò a noi non sembra ne irrilevante ne marginale, ma fortemente sostanziale. 
-Il tema più pericoloso è costituito dall’assetto fognario–depurativo che vede oggi 7 comuni su otto in stato di infrazione e in totale assenza dei relativi dati gestionali. L’accertamento dei requisiti di questi Comuni è uno dei compiti della Commissaria. Queste verifiche tecniche sono imprescindibili e “tassative”, come più volte segnalato dalle note ministeriali e assessoriali finora ignorate, ma essendo la Commissaria ancora inadempiente su questo punto, il grave danno erariale che si produrrebbe per il mancato rispetto dell’art.172 comma 4, ad oggi risulta essere in capo al Presidente della Regione. Per l’assessorato invece,  insieme al Dipartimento, rimane il pericolo di accusa di “culpa in vigilando”.
I pericoli per la nascitura consortile purtroppo non vengono solo da questo versante. Tra gli atti da predisporre per la sua costituzione ci sono anche la cessione di reti e impianti dell’acquedotto Voltano e del consorzio Tresorgenti. Quest’ultimo dichiarato illegittimo dalla sentenza n.201/2014 e rimarcato dalla sentenza n.2/2021 del Tribunale Superiore delle Acque che ne intimava lo scioglimento e la cessione del patrimonio al gestore (allora Girgenti Acque oggi Gestione Commissariale). Da allora varie consorterie politiche a vari livelli si sono adoperate nell’aggirare quelle sentenze fino ad oggi, con la nomina di un (altro) Commissario, Carmelo Vaccaro, in seguito alle dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione del consorzio (con il preciso scopo di boicottarne lo scioglimento in favore della nuova consortile).  Ma la cosa sconcertante è che questo Commissario è stato nominato dal neo Assessore Regionale agli Enti Locali Marco Zambuto, con il compito di continuare la resistenza contro lo scioglimento del Tresorgenti (e ricorrere quindi contro la sentenza n.2/2021), in favore del nuovo gestore pubblico al quale farebbe molto comodo disporre di quelle risorse idriche per metterle a beneficio di tutto l’ambito e non solo di alcuni. 
Aggiungiamo infine che la Gestione Commissariale del SII ATI AG9, in seguito alla sentenza del tribunale Fallimentare di Palermo, a partire dal 15/3/21 è tenuta a farsi autorizzare preventivamente ogni voce di spesa (dal pagamento degli stipendi ai dipendenti, all’acquisto dell’acqua) dal Giudice Delegato. Questo sancisce verosimilmente un grave peggioramento della qualità del servizio idrico reso ai cittadini (che già non naviga in buone acque) e rafforza ancor più il nostro convincimento che è IMPRESCINDIBILE FAR PRESTO, COSTITUIRE L’AZIENDA CONSORTILE CORREGGENDO GLI ATTI VIZIATI DA GRAVI ILLEGITTIMITA’ CHE POTREBBERO DANNEGGIARLA E ARCHIVIARE FINALMENTE LA STAGIONE DELLA PRIVATIZZAZIONE DEL SII.
A meno che tutte queste manovre dilatorie, tutti questi ostacoli frapposti alla costituzione della consortile non hanno lo scopo preciso di prepararne il fallimento e aprire la strada ad una nuova infausta privatizzazione in spregio alla volontà popolare e alla comune decenza!
 

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