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Giovedì, 23 Maggio 2024
La polemica

Servizio idrico, i sindaci si fanno causa da soli: braccio di ferro per le reti Voltano

I primi cittadini che fanno parte del consorzio stanno agendo contro il commissariamento regionale per consegnare gli impianti ad Ati, cioè a se stessi

I sindaci fanno causa a sé stessi per tentare di risolvere l'annosa questione della gestione delle fonti e degli impianti del consorzio Voltano, impugnando un commissariamento e contemporaneamente sostenendolo. Tutto non in modo diretto, ovviamente, ma attraverso decisioni prese da organi collegiali o amministratori che però, chiaramente, rappresentano anche i primi cittadini in questione.

Partiamo con lo spiegare che di Voltano fanno parte i comuni di Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle, Raffadali, San Biagio Platani, Sant’Angelo Muxaro e Santa Elisabetta e che è un consorzio che a oggi gestisce solo pochi tratti di rete e alcune centinaia di utenti.

E', insieme a Tre sorgenti, una delle ultime "roccaforti" (pubbliche) che resistono al passaggio al gestore unico, cioè Aica. Questo per volontà in parte dei sindaci e in parte di chi li gestisce, che ancora oggi non si è deciso a chiudere questa esperienza (per varie motivazioni) e mantiene in piedi realtà marginali o, ormai, fuori legge. A capo del Voltano un amministratore unico, Giancarlo Rosato (che è stato anche l'ultimo presidente di Girgenti acque nella gestione post Campione) oltre appunto un consiglio composto di sindaci - in cui ognuno ha una percentuale di incidenza - che appartengono ovviamente anche all'Ati e ad Aica. 

Uno strano gioco delle parti, in cui ognuno veste più casacche e alla fine nulla cambia.  L'ultima vicenda in ordine di tempo riguarda l'auspicata - da molti sindaci - liquidazione del Voltano. Era il febbraio del 2022 quando prende il via l'"attività propedeutica alla consegna delle residuali utenze idriche ancora gestite dalla società Voltano spa".

Un anno dopo però utenze e reti sono ancora in mano alla società (e quindi ai sindaci che ne sono titolari), mentre gli stessi primi cittadini, ma con la maglia di Ati e Aica, chiedono al proprio amministratore (quindi a sé stessi) di consegnare gli impianti.

Anzi, la riunione in tal senso decisiva viene rinviata da marzo a giugno. "Le suddette attività di trasferimento delle utenze - si legge negli atti - non hanno tuttavia avuto continuità ed è stato condiviso dai sindaci dei comuni soci di invitare l’amministratore unico di Voltano di procedere alle attività di consegna delle rimanenti utenze che, avviate in data 9 febbraio 2022 erano state interrotte a seguito del sopralluogo tecnico".

I mesi passano, Voltano valuta una liquidazione ma a settembre dello scorso anno è la Regione a intimare entro trenta giorni "il trasferimento in concessione d’uso degli impianti idrici e delle infrastrutture ancora gestite dalla società stessa per i quali è fatto obbligo di trasferimento all’ente di governo dell’Ambito territoriale ottimale di Agrigento per il contestuale trasferimento, ai fini gestionali, in favore di Aica".

Una richiesta che viene ignorata finché, a fine gennaio, il dipartimento regionale dell'energia non nomina un commissario ad acta "per provvedere a ogni adempimento necessario e/o utile ai fini della conclusione dell’iter di definizione e di formalizzazione del trasferimento delle opere e degli impianti, ancora gestiti dalla Voltano". Non il primo commissario, va precisato. Anzi, si tratta dell'ennesimo incarico visto l'infruttuoso esito dei precedenti.

A questo punto i sindaci, nel proprio triplo ruolo di componenti di Aica, Voltano e Ato idrico avrebbero potuto lasciare che il commissario risolvesse il problema. E invece no: la società (sempre attraverso l'amministratore unico che, tuttavia, deve rispondere ai sindaci soci) si costituisce al Tar per bloccare il commissariamento, mentre i sindaci di Ato Idrico si costituiscono in giudizio per chiedere che il commissariamento prosegua.

Sulla vicenda si pronuncerà il Tar, ma quello che appare chiaro è che, alla fine, non ci saranno vincitori o vinti: tanto sono le stesse persone. 

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