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Giustizia amministrativa

Girgenti Acque, no a risarcimento da oltre 76milioni di euro: l'Ati tira un sospiro di sollievo

La ex società di gestione del servizio, unitamente alla curatela fallimentare, chiedevano di essere indennizzati dal danno connesso alla mancata consegna delle reti

L'Ati idrico e l'Aica, e con esse i Comuni, tirano un grosso sospiro di sollievo. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto infatti una maxi richiesta di risarcimento da oltre 76 milioni e 300mila euro avanzata dalla Girgenti Acque - cui si è aggiunta la curatela fallimentare - nei confronti dell'assemblea territoriale idrica accusata di numerose inadempienze che avrebbero, appunto, causato un gigantesco danno economico al privato.

Una vicenda che affonda le sue radici molto addietro negli anni, cioè nel 2014, ben prima che intervenissero l'interdittiva antimafia e la rescissione del contratto. Girgenti Acque, infatti, sosteneva di non aver potuto provvedere al calcolo delle bollette con tariffe aggiornate a causa dei ritardi da parte dell'Ati che - ancora oggi, a distanza di un decennio - non ha ancora raggiunto l'unicità della gestione. 

La richiesta però aveva già trovato l'opposizione del Tar, che nell'ottobre del 2019 aveva respinto il ricorso sostenendo che nessun inadempimento era imputabile all'Ati, "in quanto il predetto si è sempre attivato per dare esecuzione al rapporto di convenzione, in un quadro fattuale e giuridico particolarmente complesso e caratterizzato da elevata conflittualità tra i diversi soggetti coinvolti, nel tempo, nell’affidamento e nella gestione del servizio idrico integrato".

Una linea che ovviamente Girgenti Acque ha contestato anche dinnanzi al Cga, non avendo però miglior fortuna. I giudici amministrativi, difatti, hanno respinto nuovamente le richieste della società e della curatela fallimentare affermando che "il collegio non ha a disposizione elementi sufficienti per accertare la sussistenza del danno-conseguenza e del presupposto nesso tra la condotta omissiva dell'Amministrazione e il danno derivante dalla ritardata approvazione tariffaria".

Appello quindi respinto così come la richiesta di risarcimento.

"Siamo sicuramente molto soddisfatti del risultato - spiega il presidente di Ati, Mimmo Gueli -. Possiamo tirare un sospiro di sollievo insieme a tutti i sindaci che compongono l'Assemblea idrica e che erano sostanzialmente tenuti in ostaggio da una richiesta di risarcimento che avrebbe avuto conseguenze devastanti. Oggi guardiamo al futuro di Ati e dell'Aica con maggiore serenità, anche perché questa vicenda era a fondamento anche di altri procedimenti intentati dal precedente gestore".

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