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Cronaca Favara

"Serra con undici piante di canapa nascosta nella soffitta", condannato marito: assolta moglie

Otto mesi di reclusione al ventottenne Renato Salamone, scagionata la donna: "Semplice connivenza non punibile"

Condanna a 8 mesi di reclusione per il ventottenne Renato Salamone e assoluzione "per non avere commesso il fatto" per la moglie Marianna Bello, 34 anni. E' il verdetto del giudice monocratico Agata Anna Genna al processo a carico della coppia di coniugi arrestati il 26 luglio dopo che i carabinieri li avevano sorpresi, in casa, con una serra adibita alla coltivazione di canapa nella soffitta e una scatola contenente oltre mezzo chilo di marijuana.

Salamone si era accollato ogni responsabilità mentre la moglie aveva detto di essere a conoscenza della presenza della piantagione e della droga ma di non avere avuto alcun ruolo. Tesi sulla quale ha insistito la difesa, affidata all'avvocato Salvatore Cusumano, secondo cui la condotta della donna si era concretizzata in una semplice "connivenza col marito irrilevante sul piano penale".

I militari, al termine di una precedente attività investigativa, nella soffitta della loro abitazione, hanno trovato, in particolare, una serra artigianale con due lampade ad alto voltaggio e un impianto di irrigazione, il tutto alimentato da due trasformatori professionali per l’energia elettrica.

Una serra nella quale venivano coltivate – secondo l’accusa – 11 piante di cannabis, dell’altezza di circa 70 centimetri. Nel sottotetto, inoltre, è stata trovata anche una scatola di cartone con 550 grammi di marijuana già suddivisa in cime e posta per l’essiccazione. 

Il pubblico ministero, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto per entrambi la condanna a 12 mesi. 

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