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I pesci sequestrati dalla Guardia costiera

I pesci sequestrati dalla Guardia costiera

Porto Empedocle, sequestrati 20 esemplari di pesce spada

Il pesce spada è stato sequestrato e, dopo essere stato sottoposto a controllo dal medico veterinario dell'Asp di Agrigento che ne ha attestato l'idoneità al consumo umano, è stato donato in beneficenza all'Istituto del Boccone del povero di Favara

Continuano le operazioni della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle tese a contrastare la pesca illegale e la commercializzazione di specie ittiche protette da normative nazionali e comunitarie, ed in particolare il pesce spada.  

 
I militari del Nucleo di polizia marittima, nella prima mattinata di ieri, a seguito di mirate ricognizioni ed osservazioni, hanno eseguito il blitz intercettando un'automobile con dentro 14 esemplari di pesce spada sottomisura, per un peso totale di circa 30 chili. 
 
Il controllo è proseguito anche in un magazzino in ambito portuale, dove sono stati rinvenuti altri 6 esemplari si pesce spada adulti, per circa 55 chili. Alla Procura della Repubblica di Agrigento è stato denunciato F.O., 48 anni, di Porto Empedocle, proprietario e conduttore dell’autovettura, con l’accusa di detenzione di esemplari di specie ittica di taglia inferiore a quella consentita dalla legge.
 
Il pesce spada è stato sequestrato e, dopo essere stato sottoposto a controllo dal medico veterinario dell’Asp di Agrigento che ne ha attestato l'idoneità  al consumo umano,  è stato donato in beneficenza all’Istituto del Boccone del povero di Favara. 
 
Un verbale amministrativo di  4mila euro è stato, invece, elevato al proprietario del magazzino dove sono stati trovati i 6 esemplari di pesce spada adulti, in quanto è stata riscontrata una discordanza tra la data della fattura presentata dallo stesso e lo stato di conservazione del pesce, come accertato dal medico veterinario. I pesce spada sono stati posti sotto sequestro e successivamente destinati alla distruzione, in quanto non si è potuta accertare la tracciabilità  del prodotto.
 
Il comandante della Capitaneria di Porto, capitano di fregata Rinaldo Di Martino, ha disposto una intensificazione dei controlli per contrastare questo tipo di pesca che provoca danni irreparabili all’ecosistema marino.
 
"L’attività sarà costante e tenace, con tolleranza zero, non solo in mare ma anche a terra – dichiara il comandate - e non si limiterà ai soli titolari degli esercizi commerciali (pescherie, ristoranti ecc…..), ma anche all’utenza, che acquistando specie ittiche di dimensioni inferiori a quelle consentite compie azioni penalmente rilevanti, incentivandone la cattura da parte dei pescatori di frodo".
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