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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

"False invalidità", sequestro da 2 milioni e mezzo a Rampello

Nel mirino il baby pensionato che è considerato l'ideatore e l'organizzatore di un ampio sistema corruttivo smantellato con l'inchiesta ribattezzata "La carica delle 104"

Sequestro da circa due milioni e mezzo di euro. Il tribunale di Agrigento, sezione Misure di Prevenzione, su proposta del questore Mario Finocchiaro, ha emesso il provvedimento di sequestro di numerosi immobili, vetture, rapporti finanziari ed impianti di produzione di energia rinnovabile di proprietà o nella disponibilità di Daniele Rampello, 49 anni, già condannato dalla corte d'appello di Palermo, con sentenza irrevocabile, per il reato di usura.

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Il sequestro è stato disposto dopo mirati accertamenti patrimoniali effettuati nel corso degli ultimi mesi dal personale dell'ufficio Misure di prevenzione patrimoniali della divisione polizia Anticrimine che è coordinata dal primo dirigente Giovanni Giudice. 

"Daniele Rampello - è stato ricostruito durante la conferenza stampa in Questura - è considerato l'ideatore e l'organizzatore di un ampio sistema corruttivo smantellato poco più di due anni fa grazie alle indagini della Digos". Inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Andrea Maggioni.

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L'operazione, allora, venne ribattezzata "La carica delle 104" ed aveva permesso l'arresto di 13 persone con l'accusa di associazione a delinquere, falso ideologico, truffa e corruzione. Cinque le persone che, allora, finirono in carcere ed 8 ai domiciliari. Le indagini avevano consentito di accertare responsabilità penali a carico di medici, paramedici, autisti di ambulanze, anziani e gente comune che pagava somme di denaro - secondo l'accusa - per ricevere false certificazioni e percepire dunque le agevolazioni della legge 104 o il semplice assegno di pensione. In sostanza - secondo quanto allora emerse dall'inchiesta di Digos e Procura - grazie alla complicità di medici e di personale dell'Inps, due diversi gruppi riuscivano a far ottenere le certificazioni necessarie a falsi invalidi. Le riprese video, effettuate durante le indagini, dimostravano e smascheravano più di una situazione grottesca: paralizzati che improvvisamente si mettevano a camminare o gente che arrivava in ambulanza e che dopo la visita medica scendeva ed andava via sulle proprie gambe. 

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"Uno dei dominus di tale sistema - scrive la Questura - viene considerato proprio Rampello che fungeva da 'trait d'union' fra medici ed impiegati infedeli da un lato e beneficiari della complessa, presunta, struttura criminale dall'altro. Gli esiti delle indagini avevano convinto il Gip del tribunale di Agrigento ad emettere un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Rampello. 

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E nel secondo filone d'inchiesta aperto sempre su casi della legge 104 - indagine nella quale risultano indagate 252 persone - "vi è nuovamente - scrive la Questura - Rampello".

Malgrado il procedimento penale non sia ancora concluso, il tribunale - sezione Misure di prevenzione - accogliendo la proposta del questore ha disposto il sequestro. "Grazie alla lucrosa attività, che tra le altre cose prevedeva forme di pagamento esclusivamentwe in contanti, - scrive la Questura - Rampello era riuscito a costruirsi un vero e proprio impero economico". 

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