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Onofrio Miccichè

Onofrio Miccichè

"Sequestra il padre insieme alla compagna", ex impiegato del tribunale nei guai

Onofrio Miccichè, licenziato dal ministero in seguito a una condanna per droga, rischia ancora di finire a processo

Ex impiegato del tribunale, licenziato in seguito a una condanna per droga, finisce nei guai con l'accusa di sequestro di persona. La presunta vittima è il padre, oggi deceduto. Si tratta di Onofrio Miccichè, 55 anni, che rischia un processo insieme alla compagna Domnica Timofte, rumena di origine ma residente in città, in seguito alla denuncia della polizia chiamata da alcuni vicini che avevano seguito le grida dell'anziano.

L'episodio al centro del processo risale al 14 marzo del 2017. Miccichè e la compagna, secondo quanto ipotizza l'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Cecilia Baravelli, avrebbero lasciato l'appartamento dove abitava il padre, chiudendo la porta a chiave e impedendogli di uscire.

L'anziano genitore, che all'epoca dei fatti aveva 82 anni, avrebbe cercato di uscire da casa e, trovando la porta di ingresso chiusa con la serratura, avrebbe iniziato a urlare dal balcone. I passanti, sentendo le grida e le richieste di aiuto, chiamarono la polizia e segnalarono la presenza dell'anziano impaurito.

Con il provvedimento di fine inchiesta i difensori (Miccichè ha nominato come legale di fiducia l'avvocato Fabio Inglima Modica) avranno venti giorni di tempo per provare a convincere il pm a non chiedere il rinvio a giudizio producendo memorie, chiedendo un interrogatorio dei propri assistiti e chiedendo di svolgere altre indagini. 

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