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Senza benzina da 2 mesi, le testimonianze dei linosani: "No alla carità"

Gli isolani, domani, consegneranno le schede elettorali. C'è anche un commerciante che sta valutando se depositare o meno la licenza

Qualcuno, abbozzando un sorriso, cerca ancora di sdrammatizzare: “Se continuiamo così, a piedi, saremo tutti magrissimi e in forma per la prova costume”. E ancora: “Tutte queste passeggiate ci stanno facendo bene dopo le feste natalizie”. Tutti compatti, però, domani, a mezzogiorno, in segno di protesta, consegneranno le schede elettorali alla sede della delegazione comunale. Perché i linosani non ci stanno.

Viaggi gratis per i rifornimenti di carburante? I linosani: "Pronti a consegnare le schede elettorali"

Venerdì pomeriggio, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha annunciato d’aver concordato con la compagnia marittima, che effettua il servizio di collegamento fra le due isole Pelagie, viaggi gratis di auto e conducente verso Lampedusa per effettuare i rifornimenti di carburante.

Linosa è senza carburante dal 23 dicembre. L'unico distributore dell’isola è stato chiuso perché dovevano essere fatti dei lavori che sono stati ultimati il 12 gennaio. “Dal 23 dicembre non è stata proposta alcuna soluzione per il rifornimento dell’isola. Adesso, la soluzione della Regione che impone 4 ore di navigazione più il tempo di permanenza a Linosa – hanno detto Cristina Errera e Salvatore Aethus Tuccio - . Soluzione che non è stata concordata con gli isolani e non serve ai motociclisti, alle barche e ai mezzi agricoli. Quello di cui quest’isola ha bisogno sono soluzioni idonee e concrete che rispettino la dignità dei cittadini, non abbiamo bisogno della carità”.

“C’è gente che vive fuori dal centro abitato e ogni mattina deve portare i bambini a scuola – spiega Tuccio - . Anche se l’isola è piccola c’è spesso molto vento e freddo umido. Un negoziante oggi mi diceva che, oltre alla scheda elettorale, vorrebbe consegnare anche la licenza di esercizio. Non ha più benzina e non sa come andare al porto per caricare la merce. Essendo l’unico rivenditore di bombole del gas, tra qualche giorno, non potrà più fornirci le bombole perché non potrà andare più a ritirarle dal magazzino che tiene fuori paese, distante dalle abitazioni. Il medico non riesce più neanche a fare le visite domiciliari e le barche sono tirate a secco”.

“Linosa vive dei problemi che prescindono dalla questione, apparentemente contingente, del carburante. Questo lo sanno le istituzioni e lo sappiamo noi – ha detto, invece, Cristina Errera - . Proporre dopo 2 mesi di impasse e riunioni di andare a fare benzina a Lampedusa ci offende perché poteva essere una soluzione idonea dalla data di chiusura del distributore, non adesso. E poi c’è la questione trasporti, nave e attracchi, che è ancora più traballante del problema della mancanza di carburante. Quindi che dopo 2 mesi ci si venga a dire: ‘Vi paghiamo il biglietto’ è peggio del non avere nessuna soluzione perché svaluta un problema logistico a problema puramente economico. Evidenziamo che il problema è che, oltre a non avere navi adatte, sanità in linea con lo standard occidentale e istruzione garantita, ci vediamo pure negare un servizio che paghiamo direttamente e senza sconti e che ci faceva sentire meno lontani dalla civiltà”. 

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