Cronaca

Tangenti all'Utc di Agrigento, 8 condanne e 3 assoluzioni

A 4 anni di reclusione è stato condannato l'architetto Luigi Zicari, 63 anni, funzionario dell'ufficio; 2 anni per l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Sebastiano Di Francesco, e per altri 3 imputati. Condannati anche due vigili urbani e un veterinario

Il Tribunale di Agrigento, collegio presieduto da Francesco Paolo Pizzo, a latere  Ermelinda Marfia e Rosanna Croce,  ha emesso ieri pomeriggio la sentenza nell’ambito del processo denominato “Self service”, inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento, che svelò un giro di tangenti all’Ufficio tecnico comunale di Agrigento legate al rilascio delle licenze edilizie. Le accuse erano, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e truffa.

A 4 anni di reclusione è stato condannato l'architetto Luigi Zicari, 63 anni, funzionario dell'ufficio; 2 anni per l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Sebastiano Di Francesco, e per altri 3 imputati: Pietro Vullo, 46 anni, e Roberto Gallo Afflitto, 46 anni, soci di fatto dello stesso studio, e dell'imprenditore Gerlando Tuttolomondo, 78 anni.

Condannati anche due vigili urbaniRosario Troisi, 58 anni, e Calogero Albanese di 56 anni, nel 2010 nella squadra antiabusivismo della polizia municipale - e il veterinario Massimo Lorgio di 47 anni, per una vicenda parallela all'ipotizzato giro di tangenti e relativa ad un falso verbale di controllo eseguito in un cantiere.

Troisi è stato condannato ad un anno e 4 mesi, Albanese ad un anno e due mesi e Lorgio a 7 mesi di reclusione.

Sono state sostanzialmente accolte le richieste della pubblica accusa, rappresentata in aula dal pm Alessandro Macaluso, seppur con differenza tra le pene inflitte e quelle richieste.

Nel dettaglio, Macaluso aveva chiesto: per Sebastiano Di Francesco e Luigi Zicari, ex dirigenti dell’Utc di Agrigento, la Procura ha rispettivamente chiesto 6 anni ed 8 anni e 6 mesi di reclusione. Per Pietro Vullo e Roberto Gallo Afflitto sono stati chiesti, rispettivamente, 4 anni e 6 mesi; 2 anni per Gerlando Tuttolomondo, mentre per i vigili urbani Rosario Troisi e Calogero Albanese era stata chiesta la condanna, rispettivamente, ad 1 anno e 4 mesi e ad 1 anno e 2 mesi. Otto mesi di reclusione chiesti, infine, per Massimo Lorgio.

Per Alfonso Vullo è stata chiesta, invece, la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”; per Salvatore Palumbo, invece, il “non doversi procedere per intervenuta estinzione del reato” (morte del reo); e per Pasqualina Sciarratta per “non aver commesso il fatto”.

Gli imputati Di Francesco, Gallo Afflitto, Pietro Vullo, Alfonso Vullo e Pasqualina Sciarratta sono stati assolti da numerosi capi di imputazione e, per un solo capo di imputazione, assoluzione per intervenuta prescrizione per Di Francesco e Vincenzo Lorgio. Infine ha dichiarato di non doversi procedere per Salvatore Palumbo, morto durante le fasi dell’inchiesta.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dall’allora sostituto procuratore Luca Sciarretta (poi trasferito), era stata condotta dalla Digos della Questura di Agrigento.

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