Ribera, Renda (Sel): "Ricostruire le palazzine Iacp di Largo Martiri"

"A tre anni dalla terribile “catastrofe” che devastò da un lato la loro tranquillità e dall’altro la loro sicurezza e serenità, poco è stato fatto", ha detto il dirigente

"Fa specie osservare che non c’è pace per la ricostruzione delle 10 palazzine Iacp di Largo Martiri di via Fani a Ribera: da quando l’Amministrazione comunale emetteva l’ordinanza n.23 del 24 febbraio 2012 con la quale si ordinava ai disperati residenti lo sgombero degli alloggi.

E’ quanto afferma Angelo Renda, segretario cittadino di Sel, in una nota trasmessa al Governatore Rosario Crocetta, al dirigente generale delle Infrastrutture Giovanni Arnone, al commissario ad acta Iacp Agrigento Salvatore Burgio e al sindaco Carmelo Pace, "attori istituzionali che avevano sottoscritto la convenzione che dava incarico e compito di progettare, programmare e gestire le disponibili risorse finanziarie per complessivi 11.894.713,00 euro", al presidente della Commissione Urega Melchiorre Cirami e al prefetto Nicola Diomede.

Il dirigente politico di Sel evidenzia anche che "è stato sottovalutato il fatto che la ricostruzione interessa un gran numero di famiglie soprattutto proprietari, con particolari caratteristiche di natura giuridica, che debbono cedere le aree degli immobili pericolanti al Comune. C’era già stato un grave ritardo in alcune fasi dell’iter di ricostruzione poiché non è stata messa sul tappeto una minima pianificazione programmatica. Si opera alla giornata per mancanza di continuità progettuale, ogni minimo passaggio è ricolmo d’ostacoli e incertezza. Lo stato dei fatti, - sottolinea Angelo Renda - rimane come una “pentola a pressione” sul punto di esplodere da un momento all’altro. Questa ricostruzione è certamente un’opera complessa, ma dopo tutto questo tempo non può rappresentarsi solo come una scoraggiante e triste cronistoria di impedimenti e di black out procedurali".

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Renda sottolinea di essere stato presente quando il pomeriggio del 14 novembre scorso il prefetto Nicola Diomede "con voce ferma e decisa aveva esortato, soprattutto il sindaco di Ribera, a porre il massimo impegno e recuperare prontamente gli ingiustificati ritardi. Ha trovato orecchie sorde il suo appello. Se da un canto il presidente della Commissione Urega Melchiorre Cirami trasmette via fax comunicazione che può, da subito, dare avvio al bando di gara europeo, il Comune di Ribera è in ritardo, arranca, è in affanno. Permane, dunque,  una situazione di stallo e incapacità  inaccettabile a livello istituzione comunale. Affinché la situazione non esploda e degeneri in “rivolta popolare”, si avverte la necessità di assegnare al prefetto il ruolo ufficiale di Autorità centrale e unica di verifica dell’iter burocratico di ricostruzione".

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