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Abusivismo nella Valle, secondo richiamo della Procura al Comune

A pochi giorni dal primo richiamo, la Procura di Agrigento ha nuovamente intimato al Comune e alla Soprintendenza la demolizione degli immobili non in regola nella Valle dei templi

A pochi giorni dal primo richiamo, la Procura di Agrigento ha nuovamente intimato al Comune e alla Soprintendenza la demolizione degli immobili non in regola nella Valle dei templi.

«Vorranno, senza ritardo, codeste amministrazioni procedere, nell'ambito delle rispettive competenze, all'esecuzione delle sentenze notificate da questa autorità giudiziaria che hanno disposto la demolizione di immobili abusivi edificati nella zona A del vincolo Gui Mancini - si legge nella nota a firma del procuratore aggiunto Fonzo -. Per opportuna conoscenza degli Uffici in indirizzo, si richiama il quadro normativo e regolamentare vigente in ordine alla tematica afferente i provvedimenti esecutivi per la demolizione dei manufatti abusivi e rimessa in pristino dei luoghi in zona sottoposta a vincolo Gui Mancini - scrive ancora il magistrato - il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana sancisce che tutte le volte sia possibile individuare una concorrenza tra il potere generale di vigilanza sul territorio attribuito all’Amministrazione comunale ed uno o più specifici poteri di vigilanza di altre Amministrazioni, il potere di acquisizione deve comunque essere attribuito al Comune».

«In assenza di precise, circostanziate e dettagliate risposte principalmente esecutive - ha scritto Ignazio Fonzo nella prima lettera pervenuta al Comune il 28 maggio - alle richieste provenienti da questa Autorità giudiziaria, si dovrà procedere, ai sensi per abuso d'ufficio omissioni di atti d'ufficio a carico dei responsabili degli uffici tecnici degli enti competenti che, con perdurante ostinato ritardo, impediscono il ripristino della legalità nella zona del Parco Archeologico della Valle dei Templi».

«Si rimane stupefatti - scriveva la procura a Comune, Sovrintendenza e Ente Parco - in ordine al diniego di competenze che codesti Uffici disattendono nonostante i precisi obblighi provenienti dalle leggi vigenti».

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