Cronaca

Coronavirus: cambio data per la seconda dose di vaccino in estate

Figliuolo ha inviato una lettera alle regioni chiedendogli di adottare una procedura flessibile nella prenotazione per luglio e agosto. Non dovrebbe essere un problema. Diversa la ricetta francese: due settimane "extra" tra le due dosi

Come evitare che gli italiani in vacanza saltino la seconda dose e che la campagna vaccinale rallenti, soprattutto a luglio e agosto? Il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo ha inviato una lettera alle regioni chiedendogli di adottare una procedura flessibile nella prenotazione dei vaccini. Non dovrebbe essere un problema.

Somministrare la seconda dose nei luoghi di vacanza "sicuramente è una cosa complicata ma siamo pronti a farlo. Cerchiamo di andare incontro alle esigenze dei cittadini che vanno in vacanza dando la possibilità di cambiare la prenotazione della seconda dose nel caso interferisca col periodo di vacanze. Per ora la cosa è fattibile tramite call center, dalla fine del mese sarà possibile modificare la data direttamente online": lo dice oggi il presidente della regione lombardia Attilio Fontana. Una soluzione raccomandata soprattutto per i periodi di vacanza "lunghi", che Fontana individua in almeno tre settimane.

Cambiare la data della seconda dose perché si va in vacanza?

"Siamo pronti nel caso ci venisse chiesto - ha assicurato Fontana - ad attrezzarci per vaccinare anche i turisti, a condizione che ci diano i vaccini". Il presidente della Regione ha ricordato che "i lavoratori fino ad oggi li abbiamo tutti vaccinati, e anche gli studenti che si trovavano nel nostro territorio, quindi - ha detto - proseguiremo come abbiamo fatto fino ad oggi".

In ogni caso, ha spiegato Fontana, anche se sarà possibile fare i vaccini nel luogo di vacanza, è "sicuramente meglio" fare il richiamo nello stesso centro prevedendo uno slittamento della seconda dose, modulando i tempi. Questo per evitare "eventuali errori nella comunicazione dei dati" tra i diversi sistemi di prenotazione regionale. "E' più semplice per tutti e due le parti", ha osservato Fontana.

La seconda dose di vaccino anti-Covid somministrata in vacanza in una regione diversa da quella di residenza (o da quella dove si è ricevuta la prima dose) "dovrebbe rappresentare un'assoluta eccezione", sottolinea la commissione Salute delle Regioni, inviando una nota al presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga in vista della riunione di oggi dedicata proprio al tema del vaccino in vacanza. Dal canto suo il commissario Figliuolo sollecita i governatori perché la campagna vaccinale non rallenti con le vacanze e chiede soluzioni flessibili per le prenotazioni, soprattutto dei giovani: la data per il richiamo potrà essere spostata nel range dei 42 giorni o delle 4-12 settimane: "Dare massima flessibilità vuol dire poter scegliere la data migliore già in fase di prenotazione con un numero verde o online e poter sposare il richiamo. Ovviamente nei tempi tecnici di riadeguamento dei sistemi informatici".

E' stata giudicata legittima intanto la decisione di differire da 21 a 35 giorni la somministrazione della seconda dose del vaccino anti-Covid di Pfizer. Lo ha deciso il Tar del Lazio, con due sentenze con cui ha respinto due ricorsi proposti da due gruppi di cittadini. Oggetto dell'impugnativa era soprattutto la nota della Regione del 10 maggio, adottata a sua volta sulla base della circolare del ministero della Salute che ha recepito il verbale del Cts del 30 aprile.

La ricetta francese: due settimane "extra" tra le due dosi

Il governo di Parigi dovrebbe concedere una certa "flessibilità" nella campagna di vaccinazione anti-Covid durante l'estate per consentire ai francesi di non stravolgere l'organizzazione delle loro vacanze. Il ministro della Sanità Olivier Veran ha annunciato che i francesi avranno "due settimane extra" tra le due dosi. Ad esempio, se per Pfizer e Moderna l'appuntamento per il richiamo avviene normalmente circa sette settimane dopo, "in questo caso lo si puà prendere tra le sei e le otto settimane", ha spiegato Veran. Questa flessibilità dovrebbe consentire "di non rallentare la vaccinazione a giugno", ha sottolineato il ministro, evitando che le persone scelgano di posticipare la prima dose a dopo le vacanze perché preoccupate di dover sconvolgere i piani per l'estate. Tanto più che per il mese di giugno in Francia è prevista una elevatissima disponibilità di dosi pari a 28 milioni, di cui quasi il 68% da Pfizer. La seconda dose dovrà però essere imperativamente somministrata nello stesso luogo della prima. Questa regola generale si spiega "per il semplice motivo che è estremamente complicato anticipare i flussi di popolazione" durante le vacanze. Solo in caso di forza maggiore, le persone potranno cambiare luogo: ma questa opzione dovrà rimanere un'eccezione.

Perché servono due dosi di vaccino

Ad oggi i vaccini per contrastare Covid-19 appartengono essenzialmente a due categorie. Quelli a mRNA (Pfizer-BioNTech e Moderna) e quelli a vettore virale (AstraZeneca e Janssen). In tutti e due i casi l'obbiettivo della vaccinazione è stimolare il sistema immunitario a riconoscere la proteina spike del virus. Sia quelli a mRNA sia quelli a vettore virale si sono dimostrati altamente efficaci nel prevenire le forme gravi di Covid-19. Fatta eccezione per il vaccino di Janssen, a singola dose, tutti quelli oggi disponibili in commercio nel nostro Paese prevedono due iniezioni. Una strategia volta ad ottenere, come per altre vaccinazioni, la miglior risposta del sistema immunitario. Non è un caso che osservando sia i dati degli studi che hanno portato all'approvazione dei vaccini sia ciò che sta accadendo "sul campo", l'efficacia nel prevenire lo sviluppo di sintomi cresca nel tempo -per tutti i vaccini- e diventi massima solo con la seconda dose di vaccino

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