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Giovedì, 26 Maggio 2022
Immigrazione

Migranti, avvocato Corte Ue: "Le navi Ong possono essere controllate"

La decisione è arrivata dopo i ricorsi della Sea Watch che dopo aver sbarcato i migranti, nei porti di Palermo e di Porto Empedocle, erano state oggetto di ispezioni e di fermo da parte delle Capitanerie di porto delle due città

Per l'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'Unione europea, Athanasios Rantos, le navi private che svolgono attività regolare di ricerca e salvataggio in mare possono costituire oggetto di un controllo di conformità alle norme internazionali, assicurato dallo Stato di approdo. In forza del diritto dell'Unione, lo Stato di approdo può adottare provvedimenti di fermo quando le irregolarità constatate presentano un rischio manifesto per la sicurezza, la salute o l'ambiente.

La battaglia di Sea Watch contro il fermo di due navi approda alla Corte di giustizia

Le conclusioni di Rantos riguardano due cause riunite di ricorso presentate dalla Ong Sea Watch, dopo che nell'estate 2020 le navi Sea Watch 3 e Sea Watch 4 - dopo alcune operazioni di salvataggio e dopo aver sbarcato le persone salvate in mare nei porti di Palermo e di Porto Empedocle - sono state oggetto di ispezioni dettagliate a bordo da parte delle Capitanerie di porto delle due città. Le ispezioni era partite perché le navi erano impiegate nell'attività di ricerca e salvataggio in mare, pur non essendo certificate per tale servizio, e per aver raccolto a bordo un numero di persone ampiamente superiore a quello certificato. Dalle ispezioni e le carenze tecniche e operative emerse era seguito il fermo delle due navi.

“Sea Watch 3” sotto fermo amministrativo, la Ong: ”Volontà politica di bloccare le navi umanitarie”

(fonte: ANSA)

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