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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

"Scuole aperte, anzi no", i sindaci scelgono la linea della fermezza e chiudono gli istituti

Dopo una riunione fiume dei primi cittadini Anci, la decisione di adottare delle ordinanze urgenti per rinviare tutto a lunedì

E' un vero "braccio di ferro" quello che si sta consumando in queste ore tra la Regione Siciliana e i sindaci dell'Isola, tra cui ovviamente quelli della provincia di Agrigento, per quanto riguarda il ritorno a scuola degli studenti, previsto domani. 

Come abbiamo spiegato, in applicazione della linea del Governo nazionale, la Regione aveva deciso per un ritorno in classe domattina con alcune indicazioni di massima per tentare di contenere i contagi in casi specifici.

Una linea contestata dai sindaci che, alla fine, hanno deciso di adottare un'ordinanza ai sensi dell'articolo 54 del Tuel (insomma, un provvedimento d'urgenza) che rinvierà fino a lunedì l'attività scolastica. Una scelta di aperto scontro con le decisioni regionali e nazionali che anche i sindaci della nostra provincia dovrebbero adottare anche se al momento si attende l'ufficialità da parte di diversi primi cittadini.

Tanti i sindaci che hanno già firmato ordinanze o che sono in procinto di farlo. Tra questi Racalmuto, Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Sciacca, Cattolica Eraclea, Aragona, Licata. C'è chi ha chiuso le scuole e chi - in applicazione di quanto deciso coralmente con Anci - solo sospeso l'attività didattica in presenza.

"La Regione, come saprete - scrive sui social il sindaco di Favara Antonio Palumbo - ha stabilito che domani si dovrà tornare in classe. Sono tra coloro che ha ritenuto questa una scelta che non risponde alle necessità delle comunità locali. Per questo abbiamo deciso di firmare congiuntamente delle ordinanza di chiusura delle scuole che permetta di superare questa fase".

"Riunioni fiume e tavoli tecnici - dice il primo cittadino di Sciacca, Francesca Valenti -. Una sola consapevolezza: il contagio corre e non abbiamo dati ed elementi certi sulla reale situazione epidemiologica e sanitaria. In questa assoluta nebbia non è possibile la ripresa domani dell’attività scolastica in presenza".

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