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Emergenza rifiuti a Favara, "Sos" del sindaco: "Bisogna togliere la spazzatura per scongiurare gli incendi"

Il prefetto Maria Rita Cocciufa ha, stamani, coordinato un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e domani incontrerà, ancora una volta, i responsabili delle organizzazioni sindacali per cercare di fare ripartire il servizio di raccolta che è interrotto dal 29 marzo

 

Continua a Favara la protesta dei settanta lavoratori delle ditte che si occupano del servizio di igiene ambientale. Nella città dell’agnello pasquale, l’ultimo ritiro dei rifiuti risale a sabato scorso 27 marzo. Da lunedì 29 marzo gli operai hanno incrociato le braccia a causa del mancato pagamento di alcune mensilità arretrate. La mancata raccolta dei rifiuti con il trascorrere del tempo rischia di sfociare in una vera e propria emergenza igienico-sanitaria, ulteriormente aggravata dall’incremento dei casi Covid che nei prossimi giorni potrebbero indurre il governatore della Regione a emettere l’ordinanza di istituzione della zona rossa.

Stamani il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, ha coordinato un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ed ha disposto il potenziamento del numero di carabinieri in servizio, coinvolgendo anche la Digos della Questura, per evitare che vengano appiccati incendi che potrebbero far, naturalmente, male alla salute pubblica e per scongiurare che si inneschino problemi all'ordine e alla sicurezza pubblica. Per domattina è previsto un tavolo tecnico - sempre con il prefetto di Agrigento - che prevede l'incontro, in video conferenza, con i responsabili delle organizzazioni sindacali di categoria. Il tutto per cercare delle soluzioni utili alla ripresa del servizio. La Prefettura, da tempo ormai, dopo molteplici e difficili incontri, batte i tavoli sui tavoli della Regione per fare in modo che arrivino i soldi necessari. Soldi che il Municipio di Favara - nonostante si tratti di spesa corrente - non ha. E non ce li ha forse anche perché, a Favara, la bolletta dei rifiuti la paga solo una famiglia su quattro. 

I soldi necessari, dalla Regione, dovrebbero arrivare, forse, entro aprile. Ma intanto Favara rischia appunto di "soffocare" fra l'immondizia. La Prefettura non può neanche precettare i lavoratori perché gli operai ecologici non vengono pagati dalle imprese. 

Il sindaco di Favara, Anna Alba, chiede, ancora una volta, l’intervento di Palazzo d’Orleans. 

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“Il Comune di Favara - scrivono dal Municipio in una missiva inoltrata anche alla presidenza della Regione - si trova in gravi difficoltà economiche e si trova in dissesto finanziario, pertanto al momento non ha la possibilità di liquidare alcuna somma alle ditte che effettuano il servizio di igiene ambientale ed è in arretrato di quattro mensilità. Le ditte – si legge nella lettera -  hanno però anticipato due mensilità agli operatori che, nonostante ciò, non hanno intenzione di ritornare a svolgere il servizio. La Regione siciliana – continua la lettera sottoscritta dal sindaco Alba e dal dirigente responsabile Avenia - deve versare a questo Comune già da diversi mesi il fondo perequativo 2020 e anche la quarta trimestralità 2020 e la prima trimestralità 2021, somme che andrebbero a risolvere sufficientemente la problematica”.

Sui mancati trasferimenti delle risorse regionali indicati dal Comune di Favara nella missiva, secondo quanto anticipato alla redazione di AgrigentoNotizie dall’assessore regionale Marco Zambuto, da Palermo i decreti di pagamento dovrebbero partire la prossima settimana. Prima che i soldi, arrivino materialmente nelle tasche degli operai dunque, ci vorrà ulteriore tempo. Verosimilmente entro il mese. 

“Il Comune – si legge in un altro passo della lettera inviata dal Municipio di Favara alla Regione - si trova anche in una grave emergenza sanitaria in quanto vi sono più di 180 positivi sul territorio comunale e si è prossimi dal divenire zona rossa. Si richiede, pertanto, un intervento delle autorità regionali affinchè attivi tutte le procedure necessarie a sbloccare le somme e per indurre gli operatori a ricominciare a lavorare. Nel caso in cui i lavoratori si rifiutassero ulteriormente di riprendere il servizio – scrivono ancora dal Comune - si invita ad attivare  le procedure straordinarie  per avviare la raccolta dei rifiuti nel più breve tempo possibile. Le ditte – si legge - hanno dato la disponibilità dei mezzi a per effettuare il servizio con altro personale. La situazione igienico-sanitaria e ambientale – si chiude la lettera - potrebbe precipitare da un momento all’altro”.
 

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