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Filippo Plano

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Bancari in agitazione, non si ferma la protesta sindacale contro l'Abi

Filippo Plano della segreteria regionale di Dircredito manifesta le sue preoccupazioni alla vigilia della scadenza del contratto

"Continua ancora il braccio di ferro tra l'Abi ed i sindacati dei bancari. Dopo gli esiti negativi dei tanti incontri, i sindacati avevano deciso lo stato di agitazione con il ritorno in piazza. Oggi si apprende che l'Abi ha convocato i sindacati per riprendere le trattative. Tutto ciò un giorno prima della scadenza del contratto con tutte le conseguenze che questo comporterebbe per i lavoratori e per il sistema bancario italiano".

Lo scrive in una nota il sindacalista Filippo Plano che, annunciando una battaglia di cui pregusta la sicura vittoria, continua: "L'Abi vuole scaricare gli effetti negativi di una crisi, di proporzioni paragonabili a quella del 1929, oltre alle inefficienze del sistema bancario, sui propri dipendenti. In Italia quando le cose vanno bene è il management che ha i meriti, quando vanno male sono i dipendenti responsabili, perché: sono troppi, incapaci e ben pagati. Auspico che tutte le sigle sindacali della categoria mantengano l'unità, nell'interesse di tutti i lavoratori per la salvaguardia dei posti di lavoro e per lo sviluppo delle banche, essendo l'unica forza che può determinare la ripresa del sistema.  Le aziende invece di pensare allo sviluppo, alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro, ritengono che, riducendo il personale ed il relativo costo, possano raggiungere esiti positivi di bilancio. Miopia imprenditoriale tutta italiana. I sindacati consapevoli dello stato di crisi che il sistema sta attraversando, avevano proposto un patto triennale per uscire dal tunnel, rinunciando ad incrementi della parte economica, ritenendo prioritario il mantenimento dei livelli occupazionali, ed un piano per incrementare l'occupazione giovanile, come previsto dal disdettato contratto e mai attuato dalle banche. Il Dircredito, sindacato dei dirigenti, quadri ed alte professionalità della finanza e del credito, unitamente agli altri sindacati continuerà la battaglia per raggiungere gli obiettivi fissati nella bozza di contratto formulata all'Abi. Non faremo un passo indietro".

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