"Morì per setticemia da mancata diagnosi ed errate cure": eredi trascinano l'Asp in tribunale

Tutto avrebbe avuto origine il 2 e 10 luglio del 2012. L'uomo si è recato al pronto soccorso accusando "una sintomatologia caratterizzata da 'algia in regione scapolo-omerale sx' per essere dimesso - è stato ricostruito dai familiari - senza i dovuti accertamenti"

(foto ARCHIVIO)

Morì per setticemia "derivante da mancata diagnosi e successivi errati trattamenti di ascesso sterno claveare". Gli eredi hanno chiesto al tribunale di Sciacca di accertare e dichiarare i profili di responsabilità dei sanitari del presidio ospedaliero che "a causa della condotta negligente, imperita e imprudente hanno causato la morte del paziente". L'udienza era stata fissata per ieri. L'analisi della documentazione sanitaria arrivata all'Asp dall'unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, dall'unità operativa di Medicina interna e da Cardiologia non ha fatto emergere profili di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le cure. Motivo per il quale l'azienda sanitaria provinciale ha deciso di costituirsi nel giudizio. 

Tutto avrebbe avuto origine il 2 e 10 luglio del 2012. L'uomo si è recato al pronto soccorso accusando "una sintomatologia caratterizzata da 'algia in regione scapolo-omerale sx' per essere dimesso - è stato ricostruito dagli eredi - senza i dovuti accertamenti e infine in data 20 luglio 2012, in seguito a progressivo peggioramento delle condizioni fisiche, è stato ricoverato all'unità operativa di Cardiologia per essere sottoposto ad un intervento di drenaggio di ascesso parasternale bilaterale con peggioramento del decorso clinico fino al decesso avvenuto il 28 luglio del 2012 all'unità operativa di Rianimazione dove era stato nel frattempo trasferito". 

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A fine dello scorso marzo, il responsabile del servizio Legale dell'Asp ha comunicato di non poter assumere l'incarico per  concomitanti adempimenti processuali e d'ufficio nello stesso periodo. Avendo l'Asp l'interesse a costituirsi nel giudizio per sostenere la correttezza dell'operato e ottenere il rigetto delle pretese avanzate, ha deciso di conferire l'incarico professionale ad un avvocato esterno all'ente.    

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