"Subì una perforazione intestinale", gli eredi chiedono più di 1 milione di risarcimento

L'Asp ha deciso di costituirsi nel giudizio per difendere la legittimità e la correttezza dell’operato dei sanitari e ottenere il rigetto delle pretese

(foto archivio)

Venne ricoverato – era l’otto febbraio del 2019 - e sottoposto ad un intervento chirurgico di colonscopia per poliposi multipla del colon. In quell’intervento “subì una perforazione intestinale a causa della quale – viene ricostruito negli incartamenti dell’Asp - è stato sottoposto ad ulteriori interventi chirurgici in altre strutture, con progressivo decadimento delle condizioni cliniche generali, insorgenza di stato depressivo, rifiuto dell’alimentazione, stato soporoso, fino al decesso avvenuto il 5 ottobre dello scorso anno”.

Gli eredi dell’uomo che ha perso la vita, adesso, hanno chiesto, previa nomina di un consulente tecnico d’ufficio per provare a comporre la lite, al tribunale di Sciacca di “accertare e dichiarare i profili di responsabilità sanitari del presidio ospedaliero di Sciacca e la relativa condotta negligente, imperita e imprudente”. Ma chiedono anche la liquidazione del danno già quantificato in complessivi 1.229.000 euro. La prima udienza è stata fissata per giorno 26.

L’Asp di Agrigento ha già deciso di costituirsi nel giudizio che è stato notificato all’inizio dello scorso mese, allo scopo di difendere la legittimità e la correttezza dell’operato dell’azienda sanitaria provinciale e ottenere il rigetto delle pretese. La delibera è stata firmata dal commissario straordinario Mario Zappia. L’incarico di rappresentare l’Asp – è stato, inoltre, deciso – verrà affidato ad un professionista esterno.

L’azienda sanitaria provinciale ha preso questa decisione dopo aver “esaminato la documentazione sanitaria e le relazioni del responsabile di Chirurgia del presidio ospedaliero di Sciacca da dove non è emerso alcun profilo di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le relative cure al paziente”. La scelta d’affidare l’incarico di difesa e rappresentanza dell’azienda ad un avvocato esterna è stata fatta, invece, perché il responsabile del servizio Legale ha comunicato di non poter assumere l’incarico per concomitanti adempimenti processuali e d’ufficio per incarichi già assunti. 

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