Lettera aperta di un medico "eroe": "Siamo tutti potenziali positivi, state a casa"

Il sanitario dell'ospedale di Sciacca da cui è partito il focolaio agrigentino: "Se vogliamo che questo periodo passi presto, dobbiamo fare tutti un sacrificio"

"Buongiorno, sono un sanitario che lavora all'ospedale di Sciacca, uno di quelli che oggi vengono considerati eroi ma se ci vedete in giro ci guardate male e ci state a 10 metri. Non vi do torto, è normale che sia così ma il pericolo non siamo noi proprio perché potete riconoscerci e starci lontani. Il vero pericolo è la gente comune come voi che può essere positiva senza sintomi e girare ignara di questo per il paese, contagiando altri che non le stanno a distanza perché non è un sanitario". Inzia così la lettera aperta del medico dell'ospedale da cui è partito il primo - e finora unico - focolaio dell'Agrigentino.

"Noi siamo i primi - aggiunge - a stare a casa e per le necessità mandiamo le nostre mogli o i nostri mariti. Vorrei chiarire che per necessità si intende andare a fare una spesa che duri alcuni giorni, non comprare due cose al giorno 'così mi faccio un giro!'. Necessità non vuol dire andare a trovare i genitori o i nonni anziani, se non per portargli la spesa, lasciargliela davanti alla porta e andarsene subito. Ogni volta che andate a fare una chiacchierata per fargli compagnia, vi sembra di fare del bene ma rischiate di fare del male. Ognuno di noi - prosegue - deve entrare solo a casa propria, non bisogna fare cene con parenti e amici, non bisogna lasciare i figli dai nonni o dagli zii, i bambini devono stare a casa, non in giro a giocare (a meno che non abbiate uno spazio esterno recintato). Se vogliamo che questo periodo passi presto e resti solo un brutto ricordo, dobbiamo fare tutti un sacrificio".

Il medico aggiunge: "Il modo più facile per riuscirci è capire che siamo tutti dei POTENZIALI POSITIVI e che, andando in giro inutilmente per le case e per il paese in generale, rischiamo di contagiare altri, per primi i nostri parenti e amici e pensare x un attimo che ognuno di noi potrebbe essere responsabile della morte di qualcuno (parente, amico o sconosciuto che sia). Se avete una persona che necessita di assistenza, per questo periodo portatela a stare a casa vostra. È inutile che tutti pubblichiamo "ANDRÀ TUTTO BENE", perché, se non teniamo questi comportamenti, "ANDRÀ TUTTO MALE". Se tutti ci comportiamo così il sacrificio durerà un mese o due al massimo e torneremo alla normalità, altrimenti, basta che uno solo di noi si comporti irresponsabilmente e non ce ne usciremo più e in tanti moriranno".

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Il sanitario conclude: "Se volete fate come me, io mi considero POSITIVO fino a prova contraria, così riesco a sopportare meglio questo isolamento, almeno gli do un motivo. Ascoltatemi e "ANDRÀ VERAMENTE TUTTO BENE". 

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