Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Terme, protesta dei lavoratori: stabilimento occupato da oggi

I 40 dipendenti delle Terme di Sciacca, in stato di agitazione da un mese circa, hanno occupato lo stabilimento curativo e il Grand hotel. All'inizio del mese gli stagionali avevano ricevuto gli stipendi arretrati, ma non viene meno l'incertezza del loro futuro lavorativo

I 40 dipendenti delle Terme di Sciacca, in stato di agitazione da un mese circa, come annunciato qualche giorno fa da stamattina hanno occupato lo stabilimento curativo e il Grand hotel.

All'inizio del mese gli stagionali avevano ricevuto gli stipendi arretrati, in particolare quello di novembre, ma erano rimasti in assemblea permanente decidendo anche di alzare i toni della protesta per far giungere a Palermo con maggiore forza l’appello a rilanciare la stazione termale, tra le più importanti e rinomate d’Italia.

Sembrava a un passo dalla soluzione, seppure parziale, il problema legato alla liquidazione delle Terme di Sciacca e all’incertezza del futuro lavorativo di quanti si trovano in atto senza occupazione, mentre la struttura è indebitata per circa 2 milioni di euro. Una vicenda ormai annosa che ha registrato l'impegno della parte politica e appelli provenienti da più parti della società civile.

Gli ultimi giorni di dicembre, infatti, era stato annunciato il presunto “salvataggio dal fallimento” con un contributo regionale di 800mila euro che avrebbe dovuto scongiurare la “morte” dello stabilimento termale. A darne l’annuncio era stato il deputato Roberto Di Mauro commentando il voto favorevole della Commissione bilancio dell’Ars all’emendamento del quale era primo firmatario.

L’esultanza è durata poco più di una settimana: i lavoratori erano già dubbiosi e hanno accolto con freddezza la notizia, proprio perchè il contributo sarebbe bastato appena per pagare il debito con Enel, con cui il passivo è lievitato fino a 400mila euro, Girgenti acque e Inps. Ma, come asserito dai loro portavoce, "la variazione al bilancio non riguarda il futuro dei lavoratori, nè le prospettive dell’albergo e degli stabilimenti”.

Adesso pare che sia persino saltato l’emendamento per quello che pare sia un “problema procedurale” rilevato dalla presidenza di Sala d’Ercole (il parlamentare regionale saccense Matteo Mangiacavallo aveva in precedenza dichiarato che questa somma avrebbe potuto “non arrivare perché nel capitolo dal quale si è stabilito di prelevarla non ci sono fondi”) e l’approvazione della norma è quindi addirittura venuta meno.

Le attività della struttura intanto sono state sospese. I lavoratori protestano contro il mancato pagamento dei loro stipendi ma anche contro la mancanza di prospettive in merito all'atteso rilancio del patrimonio termale, di proprietà della Regione che dovrebbe affidarne a un privato la gestione.

"Se non arrivano questi soldi per le terme sarà la fine" ha ammesso lo stesso commissario liquidatore Carlo Turriciano. I dipendenti hanno il sostegno del sindaco della città, Fabrizio Di Paola che ha dichiarato: "Aspettiamo di ascoltare una parola su questo dramma dal presidente della Regione".

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