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Coronavirus, scattano i controlli mirati su Sciacca: realizzati più di 70 tamponi

Il direttore sanitario dell'Asp: "Il medico, una donna di 48 anni, dell'ospedale "Giovanni Paolo II" sta bene. Non ha disturbi respiratori e le sue condizioni sono stabili. Non era stata nel Bergamasco. In quarantena il reparto di Medicina"

Trentotto tamponi rinofaringeo per Covid-19 sono stati fatti fino alla tarda serata di ieri. Altri 16, ma tutto è ancora in corso, sono stati invece realizzati questa mattina. "Si tratta di controlli fatti a scopo esclusivamente precauzionale - ha spiegato, stamani, il direttore sanitario dell'Asp1 di Agrigento: Gaetano Mancuso - . Sono stati sottoposti a tampone quanti, in un modo o nell'altro, hanno avuto contatti diretti con la paziente". Il medico - una donna di 48 anni - dell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Sciacca, risultato positivo al primo tampone, è ricoverato a Malattie infettive dell'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta. "Sta bene. Non ha disturbi respiratori e ieri sera è salita con i suoi piedi sull'ambulanza - ha spiegato il direttore Mancuso - . Attualmente, le sue condizioni sono stabili".

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"Altri tamponi - ha detto il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Giovanni Paolo II, Gaetano Migliazzo, - saranno praticati anche nei prossimi giorni per definire in maniera completa l'eventuale potenziale rischio che si è determinato all'interno dell'ospedale. Al momento - ha concluso Migliazzo - pur in uno stato di attenzione particolare, l'attività ospedaliera procede con regolarità, solo il reparto di Medicina è tuttora in stato di quarantena".   Il sindaco di
Sciacca Francesca Valenti questa mattina è stata convocata dal prefetto di Agrigento Dario Caputo, con cui ha fatto il punto della situazione, alla luce dell'allarme sociale che il caso ha generato nella popolazione. "Stiamo ricostruendo tutti i recenti contatti della dottoressa" - ha dichiarato il primo cittadino - . 

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L'Asp di Agrigento, con il suo direttore sanitario Gaetano Mancuso che ieri sera è stato al "Giovanni Paolo II" di Sciacca, continua ad essere cauta: "Attendiamo il secondo verdetto. Prudenza e cautela sono d'obbligo, non esistono esami specifici per il Coronavirus e quindi, per evitare di ingenerare errori diagnostici, dobbiamo avere delle conferme. Questa azienda sanitaria si è dotata di tamponi particolari che devono mantenere in vita il virus durante le varie fasi. Non abbiamo tamponi secchi - ha spiegato Mancuso -, ma tamponi che mantengono vivo il materiale biologico".

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La massima cautela da parte dell'Asp non è dettata esclusivamente dall'indispensabile prudenza in tema di Coronavirus, ma c'è anche un motivo ben preciso. Nell'Agrigentino - anche se in aree territoriali distanti da Sciacca - si sono registrati casi di "influenza suina". E anche questi pazienti sono stati trasferiti, in via precauzionale, al reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Caltanissetta.  

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Il medico 48enne, residente a Sciacca ma di origini Palermitane, non è stato di recente - contrariamente alle notizie circolate ieri sera - nel Bergamasco. A chiarire anche questo dettaglio, che non è di poco conto, è stato proprio il direttore sanitario dell'Asp: "Sono scesi dei parenti della dottoressa che non vivono nemmeno nella zona cosiddetta 'rossa'. Ecco perché stiamo sviluppando una indagine epidemiologica accurata, dobbiamo riuscire ad avere elementi di certezza".   

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