Cronaca Via Verona

Concessione edilizia in ritardo, Comune dovrà risarcire il danno

Nel 2006, il Municipio aveva revocato il parere di compatibilità urbanistica del sito individuato dalla società Tamoil in via Verona, interrompendo così l’iter per l'autorizzazione

Il Cga di Palermo

Concessione edilizia sì? Concessione edilizia no? Dopo un lungo iter processuale conclusosi con l'annullamento degli atti con i quali il Comune aveva, per anni, precluso di realizzare un impianto di carburanti, è arrivata la condanna - per il Municipio - al risarcimento del danno. 

I fratelli F.M. e G.M., nel 2004, avevano rilasciato in favore della società Tamoil un’opzione di locazione per i terreni di loro proprietà in via Verona, a Sciacca, dove la società intendeva trasferire un preesistente impianto carburanti. La società Tamoil, quindi, chiedeva al Comune di Sciacca la necessaria concessione edilizia. Con decreto dirigenziale dell’assessorato regionale Industria Sicilia del 2006, veniva autorizzata la realizzazione dell'impianto e venivano rilasciati alla Tamoil i pareri (tra i quali quello di conformità urbanistica) propedeutici all’ottenimento della concessione edilizia. La società Tamoil procedeva, quindi, a versare gli oneri di urbanizzazione.

Ma, contrariamente alle aspettative nutrite dalla Tamoil, il Comune - sempre nel 2006 - revocava il parere di compatibilità urbanistica del sito, interrompendo così l’iter per la concessione edilizia. E' iniziato un lungo iter processuale che si è concluso con l’annullamento degli atti con i quali il Comune di Sciacca aveva, di fatto, per anni precluso alla ditta Tamoil di realizzare l'impianto.

I fratelli F.M e G.M., una volta accertata in sede giurisdizionale l’illegittimità degli atti adottati dal Comune di Sciacca, hanno chiesto con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, il risarcimento del danno subito. Gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che i fratelli F.M. e G.M. "hanno subito un ingente danno per effetto degli atti e della condotta tenuta dal Comune di Sciacca, il quale si è ostinato per anni ad impedire, ritardare ed ostacolare la realizzazione dell'impianto di carburanti nonostante le diverse pronunce rese sulla vicenda dagli organi giurisdizionali".

Il Cga – presidente Rosanna De Nictolis, relatore Antonino Caleca – condividendo le censure degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia,  ha accertato "la 'colpa grave' del Comune di Sciacca che, con la propria illegittima condotta, ha - ricostruiscono i legali Rubino e Impiduglia - 'indubbiamente scoraggiato l’investimento e l’attuazione della concessione'". Il Comune di Sciacca è stato condannato a risarcire il danno cagionato ai due fratelli, oltre rivalutazione e interessi dal giorno della domanda e fino alla data del pagamento. 

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