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Canone di depurazione illegittimo, il Comune ricorre in appello

La Giunta ha deciso di impugnare la sentenza del giudice di pace per "evitare un grave nocumento alle casse comunali scaturente dal potenziale mancato recupero delle risorse finanziarie"

Il giudice di pace ha dichiarato illegittimi gli avvisi di pagamento del canone di depurazione recapitati a 20 saccensi nell'anno 2012. La Giunta ha deciso - per "tutelare e difendere la posizione dell'ente e al fine di evitare un grave nocumento alle casse comunali scaturente dal potenziale mancato recupero delle risorse finanziarie derivane dagli avvisi notificati ed in parte impugnati" - di ricorrere in appello contro la sentenza.

Il Comune - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - si è affidato al professore Luigi Cinquemani, del foro di Palermo, perché, come riportato nella delibera, il legale dell'ente, l'avvocato Pellegrina Falco, è "oberata di altri impegni indifferibili e urgenti incarichi difensivi e da altri carichi di lavoro". Il Giudice di Pace, nello scorso mese di marzo, in accoglimento delle richieste dell'avvocato Stefano Antonio Scaduto, che rappresenta i 20 saccensi, ha dichiarato illegittimi ed ha pertanto annullato gli avvisi di pagamento ed ha condannato il Comune di Sciacca al pagamento delle spese legali. 

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