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Due interventi chirurgici dopo l'appendicectomia, Asp trascinata in tribunale

La donna ha chiesto al tribunale di accertare e dichiarare la responsabilità per il danno subito per “condotta negligente, imperita e imprudente dei sanitari che l’ebbero in cura” e quindi la condanna al risarcimento danni

Subì – era il giugno del 2016 – un intervento chirurgico, al reparto di Chirurgia generale del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca, per una appendicite acuta. Dopo quell’operazione – nel novembre dello stesso anno – fu costretta a subirne un’altra per “laparocele post incisione intasato” con applicazione di protesi. Le condizioni cliniche aggravate sono poi migliorate grazie al trattamento chirurgico eseguito – era il 28 agosto del 2017 – al Policlinico di Palermo. Di fatto, la donna – dopo l’intervento per appendicite acuta – è stata costretta a subirne, per riprendersi, altri due. Adesso, chiedendo la condanna dei medici che l’ebbero in cura a Sciacca, ha citato – dinanzi il tribunale della città Termale – l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento e chiede la condanna al risarcimento danni quantificato in complessivi 22 mila euro.

L’udienza, la prima, è stata già fissata per il 10 maggio prossimo. La donna ha chiesto, attraverso gli avvocati Maria Rita Maltese e Giuseppe Raso, di accertare e dichiarare la responsabilità per il danno subito per “condotta negligente, imperita e imprudente dei sanitari che l’ebbero in cura” e ottenere, quindi, la condanna al risarcimento danni.

L’Asp di Agrigento non ha intenzione di pagare. “Considerato che dall’esame della documentazione sanitaria e della relazione dell’unità operativa di Chirurgia generale del presidio ospedaliero di Sciacca – è stato scritto – non sono emersi profili di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le cure alla paziente”, l’azienda sanitaria ha dunque deciso di costituirsi nel giudizio. Il responsabile del servizio Legale ha però comunicato di non poter assumere l’incarico di rappresentanza e difesa dell’ente perché, nello stesso periodo, ha concomitanti adempimenti processuali e d’ufficio relativamente ad altri impegni professionali per altri incarichi, sempre relativi a procedimenti giudiziari in itinere, già assunti.

Il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento ha dunque autorizzato il conferimento dell’incarico professionale, per difendere e rappresentare l’azienda sanitaria provinciale, ad un avvocato esterno, la cui scelta avverrà attingendo dagli elenchi professionali. Subito dopo questo passaggio – la nomina appunto di un avvocato esterno – l’Asp si costituirà in giudizio per provare a difendersi e a fare in modo che i magistrati del tribunale di Sciacca rigettino le pretese risarcitorie della donna. 

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