Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

"School bonus", privati finanziano le scuole: occasione per la sicurezza o rischio disparità?

Sta dividendo l'opinione pubblica. C'è, infatti, chi confida che contribuirà a migliorare strutture e sicurezza, e chi teme scuole di serie A e di serie B

Un'aula scolastica

I privati possono finanziare le scuole, e ottenere agevolazioni fiscali. Si parla dello "School bonus", una delle novità previste dalla legge 107. Istituito dall’Agenzia delle entrate con propria risoluzione e con il codice tributo 6873, permetterà a chi effettua una donazione ad una scuola (pubblica o privata) di vantare un credito d'imposta pari al 65per cento per un massimo di 100 mila euro per ciascuno dei tre periodi in cui si eroga la donazione stessa.

Tecnicismi a parte, l'innovazione sta dividendo l'opinione pubblica e l'utenza degli stituti scolastici. C'è, infatti, chi da un lato confida che queste erogazioni contribuiranno a migliorare strutture e sicurezza negli istituti scolastici, così come strumentazione e materiale scolastici (se non addirittura a costruire nuovi edifici), e c'è chi teme disparità di trattamento.

I contribuenti scelgono liberamente la scuola alla quale effettuare la donazione, e questa riceverà il 90per cento della somma, mentre il rimanente confluirà in un fondo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni inferiori alla media nazionale.

Il timore di alcune organizzazioni sindacali, di diverse organizzazioni studentesche e partiti poltici è che "con lo 'school bonus' la discriminazione tra aree geografiche e tipologie di scuola diventi sistematico", anche per via della differente situazione economica delle diverse regioni italiane, e che "la scuola pubblica invece di essere destinataria privilegiata delle risorse nazionali è abbandonata alla mercé di mecenati o più probabilmente speculatori, beneficiati da generosi sconti fiscali".

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