"Scaricavano fogna nel fiume Akragas", scattano le ingiunzioni di pagamento

Trenta giorni di tempo per sborsare 6 mila euro a testa. In caso contrario, il Libero consorzio procederà all’esecuzione forzata

Una veduta del fiume Akragas (foto archivio)

Nel 2014, la polizia locale di Agrigento – fra le vie Apollo e Teti - scoprì due casi di reflui fognari collegati ad una condotta di acque bianche che scaricava, senza alcuna autorizzazione, nel fiume Akragas. Adesso, sono state firmate le ingiunzioni di pagamento da 6 mila euro a testa. Dopo la scoperta dello scarico abusivo, ai proprietari delle residenze venne chiesto di far arrivare alla Provincia regionale di Agrigento scritti difensivi o documenti. Adesso, negli ultimi giorni, è stato preso contezza del fatto che non sono arrivati scritti difensivi, né è stata avanzata richiesta di audizione per chiarire la contestazione.

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Il Libero consorzio comunale di Agrigento, a questo punto, sulla base della contestazione che venne fatta all’epoca dalla polizia municipale, ha firmato due diverse ingiunzioni di pagamento per le relative sanzioni amministrative da 6 mila euro testa. Somma che, questa volta, dovrà essere pagata – l’ingiunzione di pagamento prevede anche un termine temporale – entro 30 giorni dalla notifica. Le ricevute di pagamento – vanno aggiunti anche 12,91 euro per le spese di notifica delle ingiunzioni - dovranno essere trasmesse al settore Territorio e Ambiente dell’ex Provincia regionale. In caso contrario, il Libero consorzio procederà all’esecuzione forzata.

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