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Mercoledì, 22 Maggio 2024
La polemica / Realmonte

Futuro della Scala dei Turchi, il sindaco: "L'obiettivo è fornire servizi e preservare il bene"

L'idea, avanzata dal Comune, riguarda solo le aree libere e non quelle private. Tutto in attesa che ovviamente si definiscano gli aspetti legali

Gestione dell'intera Scala dei Turchi affidata al Parco Archeologico? Non esattamente.

A fronte dell'annuncio di ieri si ridimensiona la vicenda connessa al futuro di una delle aree più note della Sicilia che aveva dato il via ad uno scontro a distanza con la proprietà. Rispetto infatti a quanto divulgato da qualcuno sulla stampa anche nazionale, sono gli atti a mostrare come molto più cauta sia stata l'azione degli enti coinvolti, per quanto il progetto sia assolutamente definito: limitare gli assalti dei "vandali" all'area, fornire servizi e, in prospettiva, puntare al recupero e ad una sua fruizione turistica.

"Non immaginavo che quanto emerso durante la conferenza stampa potesse dare adito a fraintendimenti - spiega ad Agrigentonotizie.it il sindaco di Realmonte Sabrina Lattuca -. Andiamo ai fatti: la giunta comunale nei giorni scorsi deliberato uno schema di convenzione con il Parco archeologico, che dovrà adesso passare dal Consiglio comunale - e rispetto alla quale abbiamo registrato la piena disponibilità da partedell'Assessorato regionale ai beni culturali e dal Parco -, per la gestione, è precisato, dell''area fruibile della Scala dei Turchi, cioè quella demaniale per quanto parte di essa necessiterà prima di lavori, con la realizzazione di una passerella per consentire l'accesso. Abbiamo però già pronto il progetto e il Parco potrebbe essere disponibile a sostenere questo costo insieme a quello per dotare l'area dei servizi necessari, a partire da un infopoint turistico. Era quindi, in questa fase, esclusa ogni valutazione sull'area privata, per quanto come noto vi sia ad oggi una convenzione con il Comune, non solo perché questa è soggetta ad un giudizio nelle sedi deputate, ma anche perché è interdetta per un problema di sicurezza. Quindi - continua Lattuca - il nostro progetto era ed è quello di coinvolgere il Parco e in prospettiva anche altri enti pubblici e privati nella gestione delle aree disponibili ad oggi per creare un percorso di fruizione unica anche con la Villa Romana, che è stata adesso restituita alla fruizione pubblica".

Obiettivo primario per il Comune, al momento, è soprattutto poter dotare l'area di servizi e di un presidio costante di vigilanza che eviti rischi a persone o cose. "Ad oggi - continua - sono attivi su tre turni i volontari del servizio di protezione civile, ma nel cambio tra un turno e un altro i vandali purtroppo superano le protezioni e fanno quello che vogliono e questo ovviamente non è più tollerabile".

L'intervento di Parco e Regione

"L’annunciato accordo tra il Parco archeologico della Valle dei Templi, la Regione Siciliana e il Comune di Realmonte per la gestione della Scala dei Turchi riguarda esclusivamente la zona demaniale e non l’area di competenza privata".. A chiarire i contorni della vicenda è il direttore del Parco della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta.

"La proposta di gestire il sito, attraverso un ingresso contingentato e controllato, che metta fine a un uso improprio della Scala dei Turchi - dichiara il direttore - è stata accolta favorevolmente dal Parco, in sinergia con l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato. Abbiamo subito preso in considerazione l’ipotesi di istituire un biglietto unico con un percorso congiunto di visita guidata da Villa Romana alla Scala dei Turchi. L’idea è quella di offrire ai visitatori di tutto il mondo una parte considerevole delle bellezze di Agrigento attraverso un accordo che rispetti vincoli, limiti e possibilità. Non gestiremo in toto la Scala dei Turchi, - ha chiarito Sciarratta - ci occuperemo solamente dell’area demaniale (circa 1.800 metri quadrati) che è stata delimitata con decreto del dipartimento regionale dell’Ambiente, confinante con il mare, che è quindi di demanio pubblico e non privato, affidata da luglio scorso, in concessione decennale al Comune, con possibilità di rinnovo per ulteriori dieci anni". "Questo - afferma l’assessore Scarpinato - significa rispetto delle norme, delle regole e ovviamente delle proprietà altrui, passando per la tutela, valorizzazione e fruizione dei nostri beni paesaggistici. L'iter dovrà consentire un uso ragionevole del sito, una messa in sicurezza dei luoghi, dei visitatori e dei lavoratori, in assoluta condivisione tra l'amministrazione comunale, il Parco e la Regione Siciliana, per ottenere l'utilizzo dell'area di grande interesse culturale e paesaggistico". 

(Aggiornato alle 15,45)

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