Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

"Si è fatto pagare 750 euro a persona", al via la direttissima per il primo scafista arrestato dopo uno sbarco "fantasma"

Il tunisino, con un'imbarcazione in legno della lunghezza di circa 12 metri, non battente alcuna bandiera e non riportante alcuna sigla sullo scafo, è accusato di aver effettuato il trasporto di oltre 45 cittadini extracomunitari dalla Tunisia verso l'Italia

E' iniziata oggi, davanti al collegio penale del tribunale di Agrigento presieduto da Luisa Turco, la direttissima a carico di Chayah Saber, 27 anni, tunisino, arrestato lo scorso 22 settembre dalla Guardia di finanza. Si tratta del primo, presunto, scafista di uno sbarco "fantasma" che si è registrato a Realmonte.

La Guardia di finanza riesce a bloccare la "carretta del mare" 

La sezione operativa navale e la tenenza di Porto Empedocle della Guardia di finanza sono riusciti a bloccare il peschereccio, guidato dal ventisettenne, che dopo aver scaricato numerosi tunisini, stava riprendendo il largo. Il tunisino è accusato - l'accusa è rappresentata dal pm Salvatore Vella - di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, resistenza a nave militare e false dichiarazioni perché in Italia sarebbe entrato ben 5 volte indicando altrettanti alias fasulli.

Il tunisino, con un'imbarcazione in legno della lunghezza di circa 12 metri, non battente alcuna bandiera e non riportante alcuna sigla sullo scafo, è accusato di aver effettuato il trasporto di oltre 45 cittadini extracomunitari dalla Tunisia verso l'Italia, procurando loro l'ingresso illegale nel territorio italiano, facendosi pagare per il trasporto un compenso di 2.500.000 dinari tunisini, corrispondenti a circa 750 euro a persona, occupandosi della guida dell'imbarcazione dalle coste tunisine a Realmonte. 

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